Le notizie del giorno in pillole. Genova, sospesi i pagamenti dei Tasi, Imu e Tari – Grillo chiede le dimissioni del sindaco – Berlusconi contro Letta

Alluvione a Genova, il sindaco Doria
Politica interna
Genova – A giorni di distanza dall’alluvione che ha piegato la città, non si placano le polemiche politiche. Il sindaco Doria ha annunciato la sospensione dei pagamenti di Tasi, Imu e Tari per gli alluvionati, ma durante un sopralluogo è stato duramente contestato da alcuni commercianti. Oggi a Genova arriveranno il Ministro dell’Ambiente e Beppe Grillo, mentre il Premier ha scritto di voler “evitare le sfilate da campagna elettorale” e, ringraziando tutti i volontari che stanno ripulendo la città, ha poi promesso: “Userò la stessa determinazione per spalare via il fango della mala burocrazia, dei ritardi, dei cavilli”, ai cominciare dai 2 miliardi stanziati a livello nazionale e non ancora utilizzati.  
 
M5S – Si è conclusa la tre giorni romana del Movimento, con un comizio finale di Grillo tutto all’attacco: il leader ha criticato “la pesta rossa della sinistra” chiedendo le dimissioni del sindaco di Genova e ha ribadito il veto di partecipare ai talk show in tv: “Ci vogliono solo per lo share, ma non ci andremo mai più”. Quindi ha ribadito l’obiettivo di arrivare a un referendum per uscire dall’euro e per l’introduzione del reddito di cittadinanza. Intanto, intervistato su La Stampa, il vicepresidente della Camera Di Maio chiarisce: “Non sono il nuovo capo. E starò di più fuori dalla Camera (…), questo Parlamento mi ha deluso”.
 
Silvio Berlusconi – Ha telefonato a un seminario del governo ombra di Gianfranco Rotondi e a sorpresa si è scagliato contro l’Esecutivo “non eletto”, votato da un “Parlamento illegittimo”. Berlusconi ha addirittura evocato brogli nell’ultima tornata elettorale. Infine, l’attacco a Ncd, che sembra chiudere definitivamente la porta a eventuali alleanze: “Dobbiamo superare la scissione dei parlamentari che hanno tradito il mandato elettorale”.
 
Politica estera
 
Isis – Ci sarebbero circa dieci mila miliziani dell’Isis alle porte di Bagdad. Funzionari locali prevedono la caduta imminente, una decina di giorni, delle città di Ramadi e Falluja, distanti rispettivamente 130 e 70 km da Bagdad, probabile preludio all’attacco finale verso la capitale. E nei giorni scorsi un attacco all’aeroporto internazionale fuori Bagdad è stato sventato in extremis dall’intervento dell’aviazione statunitense.   
 
Ebola – È ufficiale il primo caso di contagio da Ebola contratto sul suolo statunitense. Un’infermiera di Dallas, che aveva assistito un paziente liberiano ricoverato nell’ospedale cittadino, si è ammalata a causa di un “errore umano” nel protocollo medico da seguire. Ora gli Stati Uniti tremano, poiché ci potrebbero essere persone contagiate fuori dall’ospedale, ma anche perché altri operatori sanitari potrebbero aver violato i protocolli sanitari: “Siamo molto preoccupati, ci aspettiamo altri casi”, ha ammesso il Capo del Centro di controllo delle malattie, Tom Frieden.
 
Economia e Finanza
 
Legge di Stabilità – Gli ultimi rumors parlano di una manovra da 23 miliardi, finanziata per metà in deficit e dall’impronta espansiva. Il Governo starebbe inoltre considerando l’ipotesi di accantonare un “tesoretto” da 3-4 miliardi, da utilizzare in caso di bocciatura dei conti in novembre da parte della Commissione e del Consiglio Ue. Tra le misure al vaglio, un taglio del 3% degli stipendi ai dirigenti Pa e l’autofatturazione Iva allargata ai servizi di pulizia, mensa e di manutenzione. Previsti anche risparmi per 5 miliardi negli acquisti della pubblica amministrazione. Sul fronte delle uscite invece ci sono la stabilizzazione del bonus 80 euro, un taglio dell’Irap, un allentamento del Patto di stabilità coi Comuni e fondi per i nuovi ammortizzatori sociali, la scuola e i nuovi contratti delle forze dell’ordine. Sempre in pista il piano di trasferimento di una parte del Tfr in busta paga, che sarebbe ad ogni modo economicamente neutro per lo Stato.
 
Vincenzo Visco – Nel suo intervento al Comitato per lo sviluppo della Banca mondiale, a Washington, ha denunciato la crescita “senza precedenti del livello delle diseguaglianze” globali come effetto diretto della crisi. Visco ha ricordato che la diseguaglianza porta con sé “una forza distruttrice” in grado di “ridurre gli investimenti, diminuire gli incentivi e generare instabilità economia e sociale”; tutti fattori che infine agiscono “comprimendo la crescita”.
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