Napoli, l’accusa del salumiere anti-pizzo: “Mi hanno lasciato solo”. Reportage dal quartiere

  • Circo Scarciello, il salumiere antipizzo

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Di Simona D’Albora

L’appuntamento era per sabato alle 11 a via Maddalena, Ciro Scarciello, il salumiere della Duchesca che, intervistato da Chi l’ha visto dopo il raid punitivo contro gli ambulanti senegalesi, è stato lasciato solo. Nessuno entra più nel suo negozio, non solo, ma nei giorni scorsi gli hanno sfasciato il bancone. Nessuna minaccia diretta da parte della camorra, ma la sua salumeria vuota da giorni la dice lunga su come la criminalità sa usare metodi molto convincenti per farti sentire in pericolo. La Duchesca è a pochi metri da Piazza Garibaldi, la porta orientale della città, ed è conosciuta perché un tempo c’era un famoso mercato nel quale era possibile comprare di tutto a prezzi economici, dal sacco a pelo, al trolley, dalle giacche americane che imperversavano negli anni in cui il contrabbando era una delle attività più fiorenti della criminalità, all’abbigliamento nuovo e usato, e poi articoli contraffatti, dalle radio ai giochi pezzotti. Si accede al quartiere da Piazza Mancini, uno sguardo alla statua di Giuseppe Garibaldi che troneggia nella piazza, ma dà le spalle alla Duchesca, quasi come se non volesse vedere o fosse stato detto anche a lui di non guardare. Si perché, all’ingresso di Piazza Maddalena, subito si respira un’aria pesante, un paio di uomini sono fermi da tutti e due lati dei marciapiedi, la sensazione che siano lì per controllare chi entra e chi esce, soprattutto in questo sabato in cui i napoletani, da tutti i quartieri, hanno deciso di fare la spesa da Ciro.

La diffidenza del quartiere

Quello che mi si para di fronte dal mio lato, mi ferma, mi chiede dove sto andando, gli dico che cerco Via Maddalena, lui mi guarda dritto negli occhi cercando di intimidirmi e mi chiede da chi devo andare, sono vaga nella risposta, lui insiste e non mi lascia passare, mi risponde che non c’è nessuna via Maddalena, e che la strada che cerco si trova in un altro quartiere, cerca forse di depistarmi con Viale Maddalena, non lontana da lì. Supero il primo blocco e già altri due uomini mi chiedono dove sto andando, il copione è lo stesso, insistono per sapere che devo fare, non mi lascio intimidire, o almeno fingo che sia così, e vado oltre. Il terzo uomo che incontro, invece, mi chiede se voglio comprare qualcosa al mercato nero, mi fermerei volentieri a contrattare con lui per capire, ma vado oltre e scorgo la troupe di Chi l’ha visto, alla quale tutti i negozianti sbattono porte in faccia e i passanti, impauriti, cercano di sfuggire. Solo Ciro ha parlato e quelle porte in faccia sono il segno che lui ha ragione. Proprio di fronte a me scorgo l’insegna della salumeria e un via vai di persone che da ogni quartiere sono venute per esprimere solidarietà e che entrano ed escono tra gli sguardi minacciosi di chi è lì per controllare.

La Duchesca è anche altro

Sbaglia, però, chi pensa che la Duchesca sia solo questa: un quartiere omertoso e colluso, non è affatto così e la rabbia è che quei pochi che controllano la criminalità nel quartiere riescono a terrorizzare le molte persone per bene che vivono lì, ma in fondo succede un po’ dappertutto e non conta la maggioranza che vive senza delinquere, che continuerebbe a fare la spesa da Ciro, se poi questa maggioranza ha paura di ribellarsi, o è solo sfiduciata dalla totale assenza delle Istituzioni. Una volante della polizia gira tra le strade, come a dire che ha il controllo della situazione, ma nessuno sembra crederci.

In fondo al bancone, Ciro, infaticabile, serve le persone che oggi hanno deciso di fare la spesa da lui, parla con loro, scherza, ma l’amarezza per quanto è accaduto è palpabile, a tutti ripete: “me ne vado, non posso più stare qui”. Qualcuno ci rimane male, qualcun altro prova a convincerlo a rimanere, ma forse l’amara verità è che lui e la sua attività non avranno vita facile. 

L’appoggio dell’imprenditore

Il primo ad andare in soccorso di Ciro è stato Luigi Leonardi, un imprenditore napoletano che qualche anno fa ha denunciato i suoi estorsori, riuscendone a far condannare 81. Vive sotto scorta, ma non ha macchina blindata e mi confessa candidamente che spera di essere solo quando e se  lo colpiranno: “I ragazzi della mia scorta hanno mogli e figli”, parla di legalità e con tristezza registra ancora una volta la totale assenza delle Istituzioni, nessuna voce si è alzata ad oggi in difesa di Ciro che: “ha detto quello che tutti pensano in questo quartiere” sottolinea lo stesso Leonardi. Nei giorni scorsi Ciro ha incontrato le municipalità e poi l’assessore Panini che gli ha garantito che troveranno per lui un locale in un’altra parte della città, ma, nonostante questo impegno, l’assenza delle Istituzioni si percepisce. 

“Non dobbiamo abbandonarlo” commenta la gente che entra, scambia due chiacchiere con Ciro, fa la spesa ed esprime la sua solidarietà, qualcuno pensa ad altre iniziative, e spera che anche nei prossimi giorni i napoletani si mobilitino per fare la spesa in quella salumeria che rischia di rimanere vuota. 

La storia


Parla Ciro Scarciello

 

Intervista con Luigi Leonardi

Le voci del quartiere

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