IL COMMENTO. Napoli, Bassolino al bivio

di Massimo Calise

La Commissione nazionale di garanzia del PD ha respinto il ricorso di Antonio Bassolino, molti davano l’esito per scontato. Tuttavia qualsiasi risultato non avrebbe potuto nascondere quello che, da tempo, è sotto gli occhi di tutti: la situazione caotica in cui versa da anni il PD in Campania. Primarie inquinate, congressi fasulli, circoli in mano a capibastone, … . Forse non è sufficiente imputare tutto alla scarsa qualità, ormai acclarata, dei soli dirigenti campani. I vertici nazionali del partito, Renzi in testa, sembrano starsene alla larga. Non è un buon segno per un partito nazionale; certo accontentarsi che i notabili locali portino i loro pacchetti di voti nel breve potrà soddisfare qualcuno, ma i frutti amari non tarderanno a venire. Un futuro prossimo fosco è preannunciato anche dalla gazzarra che ha contraddistinto il congresso regionale dei giovani democratici.

Tornando all’esito del ricorso, la Commissione nazionale si è dichiarata incompetente a decidere ma, nonostante ciò, non ha voluto far mancare il suo parere. Ha sostenuto di non ritenere irragionevole “aiutare” chi non è in condizione economica di pagare per votare. Argomento palesemente illogico poiché “l’aiuto” non regolato pone su un piano di disparità i candidati. Ma è l’elevato profilo etico che colpisce: fornire aiuto economico, ma anche un opportuno consiglio, a cittadini fortemente desiderosi di partecipare è opera degna di novelli Robin Hood.

Alla fine Bassolino dovrà scegliere fra il suo tradizionale senso di responsabilità verso il partito e, in qualche modo, accettare il verdetto; oppure far prevalere il suo amore per Napoli e candidarsi con una lista civica. Scelta difficile ma, qualsiasi essa sia, non potrà cancellare il senso di sconforto e di delusione nei confronti del Partito democratico, soprattutto in Campania.

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