La Mostra. La Napoli vissuta e rivissuta di Giovanni Manzo

locandina mostraDa buona napoletana percorro le vie della mia città sempre con una sorta di piacevole incanto. L’ho fatto in un passato molto lontano anche,cavalletto e colori sulle spalle, viaggiando sulla moto di mio fratello, per fermarsi poi a dipingere.

Napoli è variegata nelle sue forme, ti offre gli spazi immensi delle vedute e gli anfratti delle viuzze occupate dai panni e dal via vai dei piccoli e grandi mezzi di trasporto. Giovanni Manzo, anch’egli napoletano verace, destina una gran quantità dei suoli lavori alla città di Napoli, notturna, diurna, ricca di personaggi che sembrano occupare in grande il tuo spazio visivo o vista da lontano, come in un’ottica che includa gran parte della città e renda piccoli gli esseri umani.

I quadri esposti alla mostra, che vanno dalle piccole dimensioni (30×30) fino al metro e cinquanta e i due metri, offrono la sensazione (specialmente per quelli che riprendono l’arredo urbano e i già ricordati angoli della città), di non avere lasciato dietro di sé gli spazi cittadini, ma, al contrario, di ripercorrerli in contiguità con quelli appena trascorsi di Via dei Mille, che proseguono anche dalle finestre e dai balconi del Palazzo delle Arti di Napoli (Pan), laddove è stata inaugurata martedì 21 ottobre, alle ore 18.00 l’esposizione della personale dell’artista napoletano che si titola “impressionismo Contemporaneo. Per gli amanti dell’arte, ma anche per quanti vi si applicano di recente, la mostra sarà visitabile, nelle Sale Superiori al II Piano, fino a giovedì 20 novembre. Il nostro artista è nato a Napoli nel 1966 ed è conosciuto in ambito cosmopolita per la sua particolare tecnica pittorica che fonde in modo armonioso la pratica fotografica all’arte grafica e alla pittura.

g mIn un tempo dove nel settore artistico tutto sembra essere già stato detto, egli (pur non allontanandosi sia da quella visione appassionata della realtà che potrebbe richiamare la scuola napoletana di Posillipo che da quella degli artisti del dipingere in plein air), ha modificato lo stato dei fatti, rendendo pittoriche le immagini colte al volo che contraddistinguono il vivere cittadino. Svariate le prospettive: da quelle a volo d’uccello, che ci consentono di includere nella nostra visuale intere zone, con le architetture ed il via vai di “piccoli uomini in movimento” alle prospettive centrali viste dal basso o come penetranti nei quartieri più umani e vissuti della nostra città, laddove gli esseri umani ed i veicoli, spesso in simbiosi tra di loro, sembrano pioverti addosso dalle tele come se fossero in movimento. Possiamo definire “impressionistica” la tecnica usata giacché, presi singolarmente alcuni riquadri delle opere, sembrano essere creati da una sorta di puntinismo avanguardista, con pennellate molto ingrandite, ma il tutto diviene leggibile dal momento che ci allontaniamo per osservare il lavoro nell’insieme, anche allo scopo di fotografarlo con lo sguardo o con la videocamera. Abbiamo parlato di Napoli, però, anche se in misura minore rispetto all’attenzione dedicata a questa città, l’artista non disdegna di elaborare la stessa tecnica con i grattaceli Newyorchesi o le slanciate forme della torre Eiffel. Questa innovazione tecnica viene da lui definita “Contemporary Impressionismo “. Le immagini della città, che potremmo definire “cityscape”, ossia equivalenti ai landscape, vengono regalate anche agli occhi dello straniero, rendendogli più comprensibile la più immediata forma estetica, ma anche la più intima ragione di essere. Vedere i luoghi e le persone con gli occhi del pittore significa penetrarne gli anfratti più reconditi di concetti nascosti. Dalla fretta caotica dei pedoni, all’inserirsi aggressivo di motociclette ed ogni sorta di “due ruote”, che si incastrano, così come avviene nella realtà cittadina, come falchi tra le auto variegate di luci e di ombre, laddove i colori delle insegne perdono di significato quale codice per trasformarsi e divenire soltanto luci, forme, colori. Uno straniero che segua, come è accaduto nella prima serata di inaugurazione, lo svolgersi degli “eventi” sui muri, riesce a percorrere gli spazi urbani meglio che percorrendoli per le autentiche vie cittadine, ricevendo dal quadro delle indicazioni che gli permettono di comprendere le aree “dal di dentro”, come fossero già decodificate ed assumessero una realtà più vera: quella della rivisitazione effettuata dal pittore.

esterno giornoLa sua arte in realtà, regala alla tela la vitalità delle superfici, ma anche, si direbbe, i pensieri della gente, il caos ed i rumori dei vicoli, l’intrecciarsi dei colori, che assumono, coordinandosi tra loro, forme uguali ma differenti da quelle prese in considerazione. Dai lavori esposti, con un po’ di attenzione, si potrebbero percepire finanche gli odori, ad esempio quello dei gas di scappamento, ma anche i profumi che fanno tutt’uno con alcune zone della Napoli antica, o il modo di vivere di certi quartieri della sua Napoli. Appare chiaro che Giovanni Manzo deve amare teneramente la sua città, ma anche le sollecitazioni che vengono dall’arte e quindi la volontà di fare sì che divenga patrimonio della gente perfino per le strade. Non stupisce quindi che abbia preso “quasi per gioco”, come ha sostenuto, l’iniziativa di far partire una petizione on line tra i pittori della città di Napoli, affinché venisse concessa loro, gratuitamente, l’uso di una strada della città, laddove fosse possibile esporre al pubblico, vivendoci assieme, le proprie opere. Per questa avventura, che ha trovato d’accordo tanti artisti, compresa la sottoscritta, ha ottenuto l’ausilio della fotografa napoletana Luciana Latte. Non è possibile pensare che l’idea che i napoletani, o i turisti, non si trovassero anche loro a fianco agli artisti nel prospettare una esposizione all’aperto ed a tutt’oggi la possibilità sta cercando ancora soluzioni e andrà avanti andrà avanti fino al 30 novembre 2014.

Nei mesi di settembre, ottobre e novembre, tutti gli interessati hanno visto e vedranno, ciascuno a proprio modo, di rendere concreta questa idea, in quanto sarebbe bellissimo ritrovarsi tutti assieme in un quartiere dedicato agli artisti, nel qual si potrebbe supporre nel tempo anche l’abitazione o lo studio di chi volesse fermarsi creando una sorta di Montparnasse napoletana. Ecco il parere dei pittori:

Chiediamo che cultura e arte, siano fruibili pubblicamente in una strada, o piazza, della citta’ di Napoli, ogni giorno dell’ anno. Per questa ragione pittori,scultori,fotografi, e tutti i napoletani sottoscritti, chiedono, a titolo gratuito, l’ uso di un luogo pubblico, appositamente dedicato all’esposizione di quadri, sculture e fotografie, 365 giorni l’ anno.”

Saremo accontentati? In questo clima non poco confuso a causa dell’attesa per la decisione del Tar, rispetto al destino del sindaco napoletano Luigi De Magistris, che si prospetta forse per la prossima settimana, laddove opera il facente funzioni Tommaso Sodano cui si affianca, come evenienza artistica, la continuazione del ciclo di lezioni itineranti gratuite alla scoperta dell’arte contemporanea underground nel sottosuolo di Napoli sembra di essere ib bilico. Ci sentiamo un po’ sospesi anche noi artisti che vorremmo portare, assieme a Giovanni Manzo, la nostra arte a vivere assieme ai cittadini. Quindi: Manzo porta la città nelle sue esposizioni di pittura e tutti noi vorremmo portare, assieme a lui, le nostre mostre di pittura nella città, come già sta accadendo con l’arte itinerante delle metropolitane di Napoli, ma non nel sottosuolo, piuttosto alla luce del sole. Volendo conoscerlo personalmente e visitare la mostra non resta che accettare il suo invito: -“Sono al Pan dalle 11,00 alle 18,30. Prezzi, curiosita’, caffe’ ,una chiacchiera, affari, etc etc . La mostra continua per tutti coloro che vogliono vedere meglio i quadri e scambiare quattro chiacchiere con me. Vi aspetto”-

Bianca Fasano

Go to TOP