Molise, il secondo rapporto sulla criminalità organizzata

Sarà pronto alla fine dell’anno il secondo Rapporto sulla Criminalità Organizzata in Molise. La Relazione curata dal presidente dell’Osservatorio Antimafia del Molise, Vincenzo Musacchio, e dal Vice Presidente Daniele Colucci, vedrà tra i partecipanti, già preavvisati e confermati, Federico Cafiero De Raho (Procuratore Nazionale Antimafia) e Isabella Ginefra (Procuratore Capo di Larino e precententemente magistrato antimafia di lungo corso a Bari) mentre saranno invitati il Procuratore capo di Campobasso Nicola D’Angelo e quello di Isernia Carlo Fucci. Il presidente Musacchio ha evidenziato come questo secondo rapporto sarà più dettagliato e specifico rispetto al precedente. Lo schema generale comprenderà: una mappatura più minuziosa della presenza delle diverse mafie in Molise; una mappatura delle attività svolte dalle singole associazioni criminali; decreti, ordinanze e sentenza emesse in materia di criminalità organizzata e di reati spia; nuove strategie di prevenzione e contrasto anche con l’ausilio delle realtà associative. Una delle novità sarà l’espressa valutazione della percezione dei cittadini, delle imprese e delle istituzioni. Il metodo d’indagine utilizzato si fonderà su un’analisi qualitativa dei documenti (decreti, ordinanze, sentenze, protocolli) e un’analisi quantitativa mediante interviste, questionari a cittadini, istituzioni, realtà associative e cooperative. Al lavoro anche questa volta collaboreranno esperti della materia e ricercatori dell’Università Luiss di Roma, della Statale di Milano e di quella di Bologna. Questa sinergia dimostra quanto sia fondamentale la collaborazione per migliorare la propria azione preventiva ed essere sempre più incisivi e attuali nei confronti dei fenomeni malavitosi che agiscono, sicuramente, su più livelli. In quest’occasione, il lavoro sarà pubblicato anche su “Transparency International” dando a questa seconda indagine valore scientifico. Lo scopo del lavoro resta sempre quello di far conoscere le dinamiche malavitose e come la nostra regione, in qualche modo, possa dare un’alternativa seria al concetto criminalità contrapponendole la legalità e la conoscenza del fenomeno criminale mafioso. In Molise ci sono soggetti mafiosi che investono nell’economia legale e siccome oggi le mafie non sparano più e hanno sostituito la dimensione militare con quella affaristica e corruttiva, siamo di fronte ad una mafia silente ma molto più pericolosa. Il deterrente che possediamo è rappresentato da una giustizia che funzioni e da un forte impegno culturale. Ricordiamoci che le mafie uccidono il futuro dei nostri figli e non favoriscono la crescita dei territori ove s’infiltrano o si radicano. La lotta alla mafia dunque è innanzitutto una battaglia culturale e di libertà non solo contro i mafiosi ma anche contro quei “colletti bianchi” che si piegano a sporchi accordi e che inevitabilmente sono presenti anche in Molise.

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