Se il Sud diventa interessante per i fondi di investimento (e per il CorSera)

Ed ecco il Sud, quello della buona speranza, delle prospettive e del futuro. Quello che non si rassegna e non è fatalista. Il nuovo racconto esce della porta principale del sistema dei media di casa nostra, il Corriere della Sera. E’ il quotidiano di via Solferino che racconta il Mezzogiorno “su cui vale la pena puntare”. Lo fa con un articolo di Dario Di Vico (editorialista del giornale) che si intitola “Il governo scommette sul private equity, al Sud.

Vero è che lo spunto è un incontro promosso a Napoli da Confindustria che vede presenti una quaterna di nomi pesanti (dai ministri Pier Carlo Padoan e Claudio De Vincenti al sottosegretario allo Sviluppo economico Ivan Scalfarotto, al numero uno degli industriali italiani, Vincenzo Bocca). Ma diciamo la verità: chi si ricorda l’ultima volta che per un convegno “istituzionale” il Corriere della Sera ha scomodato un giornalista di punta? Quando mai?

Forse anche da questi dettagli si può osservare che “l’aria che tira” in Italia, da qualche tempo a questa parte, è composta anche di venti che soffiano dal quadrante meridionale del Paese.

A Napoli si sono dati appuntamento dodici fondi d’investimento e 35 imprese del territorio. E stavolta non si parla di fondi europei o di contratti di sviluppo, ma di private equity. Ossia la modalità con cui investitori istituzionali rilevano quote di società apportando capitali freschi nelle iniziative d’impresa ritenute più meritorie. Se dodici fra essi sono venuti a Napoli per incontrare 35 aziende, vuol dire che c’è spazio per iniziative di mercato e non assistite o agevolate, in qualsiasi forma, dalla mano pubblica. Il Sud, anche da questo punto di vista, c’è.

L’articolo ricorda che, negli anni che vanno dal 2014 e il 2016, i fondi di private equity e venture capitali, cumulati, hanno investito in Italia 10,6 miliardi di euro, ma solo una percentuale ridottissima (circa il 10%) è andata a favorire la crescita delle regioni meridionali. Invece si è fatta spazio la convinzione che nel Sud ci siano tutti i presupposti perché possa accadere il contrario e in tempi relativamente brevi.

E si fanno, naturalmente, alcuni nomi dei campioni dell’eccellenza meridionale: da Ala Corporation, Personal Factory, Caronte, Ego Italiano, Airen, Callipo.

“La ripresa del Pil italiano – scrive Di Vico – passa anche dal successo di operazioni come queste e in particolare nel Meridione”. Amen.

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