Materias compie dieci anni e apre una nuova stagione nel segno dell’innovazione, del trasferimento tecnologico e dell’eredità di Luigi “Gino” Nicolais, fondatore dell’acceleratore napoletano e figura di riferimento nel dialogo tra ricerca, università e impresa.
La società, nata a Napoli e specializzata in materiali avanzati e deep tech, ha celebrato il suo primo decennale con un evento a Santa Maria La Nova, occasione non solo per tracciare un bilancio del percorso compiuto, ma anche per presentare un piano d’azione per i prossimi anni.
Il 2025 si è chiuso con risultati in crescita: Materias ha registrato un incremento del fatturato del 25% rispetto ai 3,2 milioni di euro del 2024, confermandosi tra i modelli più efficaci in Italia nel campo della valorizzazione della ricerca scientifica. Il suo lavoro si basa su scouting tecnologico, brevetti, licensing e creazione di spin-off, con l’obiettivo di trasformare idee nate nei laboratori in soluzioni industriali e imprese capaci di stare sul mercato.
Il percorso dell’acceleratore resta fortemente legato alla visione di Nicolais, che aveva immaginato Materias come ponte stabile tra mondo accademico e sistema produttivo. Oggi la società può contare su oltre 1.200 tecnologie mappate e più di 120 brevetti generati o co-sviluppati, anche grazie al sostegno di soci industriali e finanziari come Dompé Holdings, IBSA, Intesa Sanpaolo, Multiversity e BF S.p.A.
Per rendere omaggio al fondatore, la neopresidente Maria Cristina Messa ha annunciato l’istituzione di un Premio alla memoria di Luigi Nicolais, pensato per sostenere startup, ricercatori e team interdisciplinari impegnati in progetti ad alto contenuto scientifico e con potenziale industriale.
Secondo Messa, il premio intende dare continuità alla visione di Nicolais, puntando sulla valorizzazione delle persone e sulla capacità di accompagnare la ricerca verso il mercato. Un passaggio che rappresenta il cuore del modello Materias e che, negli ultimi anni, è diventato sempre più centrale anche nelle politiche pubbliche per l’innovazione.
A ripercorrere i primi dieci anni della società è stata anche Caterina Meglio, founder e Ceo di Materias. «Dieci anni rappresentano un traguardo rilevante per qualunque impresa – ha dichiarato – ma lo sono ancora di più per una realtà come la nostra, nata al Sud per operare in uno spazio complesso, quello della valorizzazione della ricerca, dove servono visione, capitali pazienti e una forte attitudine a costruire ponti tra scienza e mercato».
Meglio ha sottolineato come il modello dell’azienda si fondi sulla capacità di individuare tecnologie promettenti, comprenderne il potenziale applicativo e costruire percorsi concreti di valorizzazione. «Siamo orgogliosi – ha aggiunto – di aver attratto fiducia e di aver costruito un team di persone competenti e motivate che hanno trasformato una visione in una realtà riconoscibile e credibile».
All’evento, moderato dalla conduttrice del Tg1 Barbara Carfagna, hanno partecipato rappresentanti del mondo dell’impresa, della finanza, dell’università e delle istituzioni. Tra gli intervenuti, Sergio Dompé, presidente del gruppo biofarmaceutico Dompé; Gianmaria Gros-Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo; Francesco Durante, Ceo di Multiversity; Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli e della Città Metropolitana; Matteo Lorito, rettore dell’Università Federico II; Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild; e Fulvio Bonavitacola, assessore alle Attività produttive e allo Sviluppo economico della Regione Campania.
Con il nuovo premio e il piano per il prossimo decennio, Materias punta ora a rafforzare il proprio ruolo nell’ecosistema nazionale dell’innovazione. La sfida resta quella indicata da Nicolais: fare della ricerca un motore di sviluppo industriale, trattenere competenze e creare valore partendo dal Mezzogiorno.