La riforma della sanità territoriale rischia di arenarsi prima ancora di entrare davvero a regime. A lanciare l’allarme è Nursing Up, che denuncia il rischio di un cortocircuito nella Missione 6 del Pnrr: secondo il sindacato, mancano infatti oltre 20mila infermieri necessari per rendere operative le nuove strutture previste dal piano.

Un’emergenza che si innesta su una carenza già strutturale del sistema sanitario italiano, che sconta un deficit di circa 175mila professionisti rispetto agli standard europei.

“Cantieri avanti, ma senza personale”

A pochi mesi dalla scadenza del Pnrr, la preoccupazione principale riguarda il divario tra la realizzazione delle strutture e la disponibilità del personale necessario a farle funzionare.

Siamo di fronte a un paradosso pericoloso”, afferma Antonio De Palma, presidente nazionale di Nursing Up. “Stiamo correndo per completare i cantieri, ma la verità è che non abbiamo il personale per farli funzionare. Inaugurare Case e Ospedali di Comunità senza infermieri di famiglia significa consegnare ai cittadini dei gusci vuoti”.

Secondo De Palma, il punto è semplice: la riforma non può reggersi solo su investimenti infrastrutturali. “Non si cura la gente con il cemento e i rendering, servono professionisti in carne e ossa”, sottolinea.

Sanità a due velocità, il Sud resta indietro

A rendere il quadro ancora più critico è il forte squilibrio territoriale. Secondo i dati richiamati da Nursing Up, oltre il 70% degli Ospedali di Comunità attivi è concentrato nel Nord Italia, mentre il Mezzogiorno continua a registrare ritardi significativi.

Tra le aree più in difficoltà viene indicata la Campania, alle prese con una rete ancora frammentata e con livelli di operatività molto bassi. Anche nei territori dove le strutture sono già state attivate, il problema non sarebbe del tutto risolto: le rilevazioni citate dal sindacato segnalano infatti servizi multidisciplinari spesso incompleti o soltanto formali.

Fabbisogno raddoppiato e fuga dalla professione

Il nodo non riguarda soltanto il numero di nuovi professionisti da formare, ma anche la capacità del sistema di trattenere quelli già presenti. Secondo Nursing Up, il fabbisogno di personale sarebbe ormai raddoppiato rispetto alle previsioni iniziali della Legge 77 del 2020.

Alla base della crisi ci sono condizioni di lavoro sempre più difficili: turni pesanti, stipendi poco competitivi e scarsa attrattività della professione. Un mix che spinge molti infermieri a scegliere la libera professione oppure a lasciare l’Italia per lavorare all’estero.

Il sistema sta espellendo le sue eccellenze”, avverte De Palma. “Senza un piano per rendere di nuovo attrattiva la professione, il Pnrr si trasformerà nel più grande spreco di risorse della storia recente”.

La proposta: sbloccare il vincolo di esclusività

Per evitare che la riforma della sanità territoriale si trasformi in un fallimento, Nursing Up mette sul tavolo una proposta immediata: lo sblocco del vincolo di esclusività per infermieri e ostetriche.

Secondo il sindacato, questa sarebbe oggi la leva più rapida per recuperare forza lavoro già presente ma dispersa, rafforzando i servizi territoriali senza dover attendere i tempi lunghi dei concorsi pubblici o della formazione universitaria.

È l’unica leva concreta per recuperare subito forza lavoro oggi dispersa e rafforzare l’assistenza sul territorio”, sostiene il presidente del sindacato.

Il rischio: una sanità moderna solo sulla carta

La scadenza del 31 dicembre 2026 viene indicata come un passaggio decisivo. Il timore espresso da Nursing Up è che il Paese possa arrivare a quella data con una rete teoricamente rinnovata, ma di fatto incapace di funzionare.

Serve un elettroshock agli organici e alle condizioni di lavoro”, conclude De Palma. “Il rischio concreto è arrivare al 31 dicembre 2026 con una sanità sulla carta modernissima, ma nei fatti paralizzata”.

Senza personale, avverte il sindacato, la riforma resterà bloccata, con conseguenze dirette soprattutto per i pazienti più fragili, gli anziani e chi avrebbe più bisogno di una presa in carico vicina e continuativa sul territorio.

Il nodo vero resta il personale

La denuncia di Nursing Up riporta al centro della discussione il tema decisivo del capitale umano nella sanità. Perché senza infermieri, ostetriche e professionisti in numero adeguato, Case di Comunità, Ospedali di Comunità e assistenza territoriale rischiano di restare solo un progetto incompiuto.

E il Pnrr, da occasione di rilancio, potrebbe trasformarsi in una grande infrastruttura senza gambe.

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