Le notizie in evidenza sui giornali di lunedì 20 maggio 2019

Le notizie in evidenza sui giornali di lunedì 20 maggio 2019

Economia e finanza

Pace fiscale/Patrimoniale – Le adesioni a rottamazione-ter e saldo a stralcio mettono nel mirino 16 miliardi di debiti tributari del vecchio magazzino di Equitalia. Sono 1,7 milioni i contribuenti che hanno chiesto di cancellare con lo sconto (variabile a seconda delle due sanatorie) le cartelle 2000-2017. Un numero che potrebbe aumentare. Come sottolinea il sottosegretario leghista al Mef, Massimo Bitonci, il suo partito ha già presentato un emendamento al decreto crescita per riaprire i termini di presentazione delle istanze fino al 31 luglio. A trainare le adesioni la possibilità di versare fino a un massimo di 18 rate in 5 anni.
Intanto il viceministro dell’Economia della Lega, Massimo Garavaglia, boccia il suggerimento del governatore della banca centrale olandese Klaas Knot: “La patrimoniale? Un’idiozia”. E lancia una proposta per i risparmi sul reddito di cittadinanza: “Lascerei lì quello che avanza, torna buono per abbattere l’Iva del 2020”.

Ripresa – “Veniamo non da mesi ma da un decennio che ha regolarmente visto l’Italia, la terza economia dell’Eurozona, crescere 1 punto percentuale di Pil meno della media dei partner della moneta unica – afferma il ministro dell’Economia Giovanni tria – . L’obiettivo del governo, e mio personale, è quello di eliminare questo divario rilanciando la crescita nel segno della stabilità sociale, che è importante quanto la stabilità finanziaria. Ora siamo nel mezzo di una fase di rallentamento dell’economia europea e l’Italia, come la Germania, ha sofferto di un periodo di incertezza del commercio internazionale che si è riflesso sulle aspettative delle imprese e sui loro investimenti. Ma qualche timido segnale positivo si intravede”. Con i “sacrifici necessari”, afferma, “faremo tornare i numeri”.

Politica interna

Migranti – Caso Sea Watch, il Pm fa sbarcare i migranti. L’ira del vicepremier e Ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Denuncio chi ha aperto i porti”. Il capo del Viminale dopo la mossa della Procura di Agrgento va all’attacco, aprendo uno scontro istituzionale con la magistratura che rischia di coinvolgere altri poteri dello Stato. E sfidando anche gli alleati di governo del M5S con cui ormai i rapporti sono di massima tensione. E’ l’epilogo di una giornata che lo ha visto solo contro tutti, ma soprattutto contro i cattolici, dopo l’utilizzo dei simboli sacri proprio a fini di propaganda. Il presidente dei vescovi europei Angelo Bagnasco sulla vicenda di Salvini che ha sventolato il Rosario a Milano sottoscrive le parole del segretario di Stato vaticano Parolin – “Invocare Dio per se stessi è sempre molto pericoloso” – e sottolinea che nessuno può appropriarsi dei valori cristiani.

Governo – Il sottosegretario leghista Giancarlo Giorgetti accusa i 5Stelle: “Ci fanno opposizione e Conte non è più super partes. Ormai il governo è paralizzato”. “Nell’esecutivo – ammette – non riusciamo più a fare un ordine del giorno”. E “la lealtà di Salvini con Di Maio è irragionevole”. Secondo Giorgetti “il Paese ha bisogno di sbloccarsi ma il Movimento ha posizioni troppo ideologiche”. Intanto il vicepremier Luigi Di Maio prende le distanze dal Pd – “è rimasto il partito renziano” – e chiude a nuove alleanze: “Avanti con la Lega quattro anni”, ma “abbassiamo i toni”. Il messaggio per gli amici Salvini: “Il ministro dica agli alleati di farsi carico dei migranti. Fanno i sovranisti con le frontiere italiane”. “A Bruxelles sarò l’europarlamentare più titolato”, annuncia invece Silvio Berlusconi, e “ora fonderò il centrodestra europeo. Metterò insieme Ppe, liberali e destra. L’esecutivo cadrà presto”.

Politica estera

Austria – “Lo vedremo” ha mormorato ieri il presidente dell’Austria Alexander Van der Bellen ai giornalisti che gli chiedevano se il ministro dell’Interno Herbert Kickl, del Partito della Libertà (Fpö), rimarrà al suo posto. Una risposta ufficiale ancora manca. Il capo dello Stato austriaco infatti ha annunciato ieri in conferenza stampa con il cancelliere Sebastian Kurz che a inizio settembre il Paese andrà a nuove elezioni, dopo lo scandalo che ha portato alle dimissioni del vicecancelliere e leader della Fpö Heinz-Christian Strache, ripreso in un video pubblicato dai media tedeschi mentre, due anni fa, prometteva appalti e favori a una sedicente miliardaria russa in cambio di finanziamenti occulti al suo partito. Nel governo è scontro tra Popolari e Destra. Dopo Strache in bilico anche il titolare degli Interni.

Italia-Romania – La presenza di italiani a Cluj, nel cuore della transilvania, ha registrato un costante aumento negli ultimi 5 anni: 1046 il numero ufficiale, ma si stima che in realtà siano 4mila. Ci sono i soliti grandi imprenditori che delocalizzano ma soprattutto ragionieri, elettricisti, carpentieri, studenti telefonisti nei call center, braccia più che cervelli in fuga, dove le braccia sono merce rara e richiestissima. La Transilvania è la punta di diamante di una Romania in crescita ma non così avanzata, un Paese da 19 milioni di abitanti e una diaspora di 5 milioni. A Cluj la disoccupazione è all’1,3% (in Romania al 4%). Il salario medio è di 631 euro, quello minimo arriva a 470, ma la vita costa meno. Le testimonianze degli italiani emigrati: “In Italia l’immagine di questo Paese è distorta: qui ci sono delle opportunità”.

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