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Politica interna 

Lega Nord – Si è svolta senza incidenti la manifestazione romana del Carroccio, in una Roma blindata da quattro mila agenti che hanno evitato scontri con il poco distante corteo degli antagonisti di sinistra e centri sociali. Dal palco di Piazza del Popolo, dove assieme alle bandiere delle Lega sventolavano quelle di Fratelli d’Italia, Casa Pound e altre formazioni di estrema destra, Matteo Salvini ha attaccato frontalmente il Premier Renzi, definendolo “il servo sciocco di Bruxelles”, sciorinando poi il consueto ventaglio di invettive leghiste, dalla riforma Fornero sulle pensioni, ai rom e agli immigrati, allo Stato strozzino. Ci sono stati attimi di tensione quando tre giovani attivisti di Forza Italia sono stati cacciati in malo modo dai manifestanti e ora diversi esponenti nazionali del partito di Berlusconi chiedono che Salvini si scusi pubblicamente per quanto accaduto, mentre è lo stesso leader azzurro a prendere politicamente le distanze dall’iniziativa leghista: “Solo slogan, Matteo non durerà”. 

Centristi – Corrado Passera è intervenuto all’assemblea nazionale dell’Udc, criticando la linea del partito all’interno del Governo Renzi e rivendicando il ruolo della sua nuova creatura “Italia Unica” nella formazione di un nuovo polo alternativo “ai populismi di Renzi, Berlusconi, Salvini e Grillo”. L’intervento dell’ex Ministro nel Governo tecnico del 2011 ha però provocato la reazione indispettita di Alfano, che a stretto giro ha ricordato come l’esperienza del Governo Monti, “generosamente sostenuta” proprio dall’Udc, abbia molto nuociuto in termini elettorali al partito che fu di Casini. Alfano ha poi ribadito di essere lontanissimo dall’oltranzismo leghista e di sostenere convintamente l’Esecutivo, così come andrà avanti l’avvicinamento di Ncd e Udc sotto la sigla Area popolare, con le liste comuni alle prossime regionali e da domani un esecutivo unitario. 

Politica estera 

Russia – Boris Nemtsov, uno dei leader dell’opposizione russa extraparlamentare, è stato brutalmente ucciso venerdì sera a Mosca con quattro colpi di arma da fuoco esplosi da un sicario. Nemtsov era stato vice premier all’epoca di Eltsin e aveva recentemente dichiarato di essere inviso a Putin e di temere per la sua vita. E a nove anni di distanza dall’omicidio della giornalista Anna Politkovskaja, gli osservatori internazionali tornano a guardare con inquietudine alla vita politica nella Russia putiniana, con la Casa Bianca in prima fila nel chiedere “un’indagine imparziale e trasparente”; la Procura di Mosca fa sapere intanto che le indagini stanno seguendo tre piste: l’omicidio politico per rilanciare l’opposizione, l’ipotesi islamista e vendetta personale. 

Isis – Spunta su Internet il primo documento di propaganda jihadista interamente in italiano, probabilmente redatto da un madrelingua. Nel vademecum si spiegano le abitudini e i vantaggi della vita quotidiana nelle città governate dall’Isis e si invita il fedele ad accorrere nel Califfato che, “con il permesso di Allah, conquisterà Costantinopoli e Roma”.  Intanto il Ministro Gentiloni, volato in Iran per un bilaterale incentrato sul programma nucleare civile di Teheran, ha raccolto l’allarme dell’intelligence iraniana in Afghanistan: molti talebani starebbero passando tra le fila dell’Isis, anche grazie alle generose ricompense che il Califfo Al Baghdadi può permettersi di elargire. Sul fronte libico si registrano invece le prime manovre militari di una certa rilievanza da parte del nostro Paese: ieri tre navi della Marina italiana si sono posizionate nei pressi dell’impianto offshore di Sabratha e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Claudio Graziano, ha parlato esplicitamente di un “ruolo di deterrenza e dissuasione”.  

 Economia e Finanza 
Pier Carlo Padoan – Concede oggi un’ampia intervista al Corriere della Sera, riaffermando la convinzione che il Paese sia arrivato a un punto di svolta per la crescita sia grazie al mutato contesto macroeconomico con l’avvio del quantitative easing sia per effetto delle scelte di politica economica del Governo. Poi il Ministro commenta la clamorosa Opa lanciata da Mediaset sulla neo quotata Rai Way, assicurando che lo Stato non intende assolutamente scendere sotto al 51% della società di telecomunicazioni: “Con Mediaset non c’è nessuna trattativa, ci siamo stupiti quando abbiamo visto quello che accadeva”.  

  Tlc – Il Governo smentisce di voler intervenire per decreto sullo sviluppo della banda larga, ma non rinuncerà a giocare un ruolo da protagonista nel piano d’investimenti che il Consiglio dei Ministri analizzerà già martedì. Fonti dell’esecutivo riportano che non saranno tollerati “eventuali diktat” dell’ex monopolista Telecom, nella convinzione che “i partner di questa operazione possono essere diversi e i privati sapranno adattarsi”. Polemiche infatti erano sorte con l’azienda di Patuano in merito a indiscrezioni che vedrebbero fissato per il 2030 il definitivo spegnimento della rete in rame. E l’accelerazione del Governo lascia presagire che si proseguirà su questa strada, con inevitabili contraccolpi soprattutto per Telecom.