Le notizie del giorno, Renzi: ingrifato all’idea che fra sei mesi di vota. Berlusconi, domani la decisione sul voto segreto



Politica interna

 

Pd – Matteo Renzi ha chiuso la convention della Leopolda ribadendo che se diventerà Segretario del Pd non ci saranno “mai più larghe intese”, ma anche che è “ingrifato all’idea di dire agli italiani che tra sei mesi si torna a votare”. Il sindaco di Firenze ha comunque prefigurato i punti cardine su cui l’esecutivo si dovrebbe concentrare, con un ampio programma di riforme, perché “la sinistra che non cambia si chiama destra”: dalla legge elettorale sul modello di quella dei sindaci e maggioritaria, all’abolizione delle Province “entro l’anno”, alla fine del bicameralismo. Renzi ha indicato come prioritaria anche la riforma della giustizia, lasciando perdere Berlusconi perché alla Leopolda “si parla di futuro”, ma guardando al caso “vergognoso” di “un altro Silvio”, il manager di Fastweb Scaglia che ha fatto un anno di carcerazione preventiva. Infine, la stoccata allo sfidante Cuperlo: “Il problema non è se ci sono le bandiere del Pd sul palco, ma se non ci sono le croci sulla scheda”.   

 

Silvio Berlusconi – Domani la Giunta per il regolamento del Senato deciderà sulle modalità del voto in merito alla decadenza di Berlusconi, tra palese o segreto. E mentre si susseguono le dichiarazioni bellicose tra le varie anime del Pdl, con i lealisti che insistono con i governativi per un’accettazione senza compromessi del ritorno a Forza Italia e alla leadership incontrastata del Cavaliere, il partito è insorto questa volta unanime per una dichiarazione di Edmondo Bruti Liberati. Il Procuratore di Milano infatti, commentando la condotta di Sarkozy, si è lasciato andare a una battuta sibillina: “Sarkozy in quanto ad atteggiamenti anti istituzionali ne ha di strada da fare. Noi siamo andati molto più avanti, possiamo dare qualche lezione”.

 

Politica estera

 

Datagate – La National security agency ha smentito le fonti interne citate dal quotidiano tedesco Bild secondo cui il Presidente Obama sarebbe stato al corrente, avvisato direttamente dal capo dell’Agenzia Keith Alexander, del programma d’intercettazioni a carico di Angela Merkel già dal 2010. L’offensiva di Berlino tuttavia è già partita, con toni molto duri: lo spionaggio è un reato e i “responsabili dovranno risponderne alla giustizia” tedesca, ha tuonato il Ministro dell’Interno Friedrich. Una commissione parlamentare d’inchiesta sta per essere aperta, mentre trapelano nuovi particolari: i servizi americani avrebbero intercettato anche le chiamate private della Cancelliera, compresi sms, e oggetto di attenzioni sarebbe stato anche l’ex Premier Schröder.

In Italia intanto cresce il pressing sui servizi segreti nostrani da parte di Sel, M5S e parte del Pd: “Vengano a chiarire davanti al Copasir” se esistono prove di intercettazioni illegali.

 

Argentina – Si sono svolte ieri le elezioni di metà mandato, che prevedono il rinnovo di un terzo del Senato e metà della Camera. Secondo i primi exit poll, la sfida principale, giocata nella provincia di Buenos Aires, sarebbe stata vinta da Sergio Massa, astro nascente della famiglia peronista presentatosi in contrapposizione al candidato governativo, Insaurralde. A questo punto, la Presidenta Cristina Kirchner, intenzionata a modificare la Costituzione per tentare un terzo mandato nel 2015, potrebbe rinunciare al progetto.

 

Georgia – Georgij Margvelashvili, candidato filo russo, ha vinto le elezioni presidenziali con il 65-70% chiudendo l’era della “Rivoluzione delle rose” dell’uscente Saakashvili, che aveva spinto per la democratizzazione e l’occidentalizzazione del Paese.

 

Economia e Finanza

 

Legge di Stabilità – Si avviano alla conclusione le audizioni sul provvedimento nella Commissione Bilancio del Senato. Le parti sociali continuano a mettere l’accento sulla necessità di aumentare le risorse per il taglio del cuneo fiscale in favore dei dipendenti, ora ferme a 1,5 miliardi nel 2014. Ma aperta è anche la partita per la conformazione della Tasi, la nuova tassa sulla casa, dove c’è il timore che la discrezionalità data ai Comuni nella modulazione dell’aliquota massima possa portare a una stangata. Infine, il capitolo tagli: le attenzioni si starebbero focalizzando sugli sprechi negli acquisti del comparto sanitario e sull’abbassamento a 90 mila euro annui della soglia minima per il contributo di solidarietà a carico dei pensionati.

 

Europa – Il Governo italiano ha inserito nella bozza della legge di Stabilità inviata alla Commissione europea la richiesta di uno sconto sul deficit pari allo 0,3% del Pil. La “Golden Rule”, che l’Italia chiede di poter applicare per il 2014 in virtù del rispetto del disavanzo sotto il 3% del Pil, vale circa 4,8 mld e permetterebbe di scorporare dal saldo di bilancio ai fini del Patto di stabilità la spesa di cofinanziamento nazionale prevista a Bruxelles per il prossimo anno. La risposta della Commissione è attesa per metà novembre.


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