Politica interna

 

Galletti – Il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, prende posizione sul prossimo referendum per abolire la legge che rende le concessioni per le estrazioni degli idrocarburi senza scadenza: “Se andrò a votare, al referendum voterò no”. Il ministro invita ad affrontare un tema così delicato da un “punto di vista scientifico e non, come in questo caso, ideologico”. Il ministro contesta l’allarme lanciato dalle nove regioni che hanno presentato i referendum e dalle associazioni ambientaliste e riflette sul fatto che una riduzione temporale delle concessioni può portare a minori investimenti delle aziende, con importanti ricadute occupazionali.

 

Centrodestra – Ignazio La Russa di FdI veste i panni del mediatore per mettere pace in un centrodestra sempre più diviso sulla questione del candidato sindaco a Roma. La Russa propone Giorgia Meloni a Roma, con Guido Bertolaso nel ruolo di “pro-sindaco”, e un accordo nelle altre città. La Lega di Matteo Salvini rinuncerebbe a correre da sola a Torino. Si tratta di un tentativo disperato di ricucire con Forza Italia, che però non suscita grandi entusiasmi. Il Cavaliere sarà oggi a mezzogiorno a Roma, nel comitato elettorale di Bertolaso. Il messaggio è chiaro: indietro per ora non si torna. Maurizio Gasparri boccia la proposta bollandola come “un’offertina”, mentre per Antonio Tajani “il ritiro di Bertolaso semplicemente non esiste”.

 

Politica estera

 

Bruxelles – Ieri il terrorismo di matrice islamica è tornato a colpire a Bruxelles. Gli attentatori hanno fatto esplodere le bombe in due luoghi chiave della capitale: l’aeroporto Zaventem, verso le otto di mattina, e la stazione della metro di Maelbeek (poco dopo le 9), a poche centinaia di metri dai palazzi delle istituzioni europee. Gli attentati hanno provocato 31 morti e circa 200 feriti. All’aeroporto gli attentatori erano tre, due morti nell’esplosione e uno ricercato. I rappresentati delle istituzioni sono sgomenti. Ieri l’Alto rappresentante per la politica estera Ue, Federica Mogherini, durante un incontro in Giordania, è scoppiata in lacrime quando ha appreso degli attentati. Il premier Renzi invoca un’azione decisa della Comunità europea: “Ci vuole un patto europeo per la sicurezza, spero che stavolta la Ue vada fino in fondo. Occorre investire in una struttura unitaria di sicurezza e difesa”.

 

Cuba – Il presidente Barack Obama, in visita a Cuba, ha ricevuto all’ora di pranzo presso l’ambasciata Usa un gruppo di dissidenti cubani. Tra gli invitati la leader delle Damas de Blanco, Berta Soler, ed Elizardo Sáchez, della Commissione cubana per la difesa dei diritti dell’uomo. Obama ha elogiato il loro “coraggio straordinario”. In mattinata l’atteso intervento del presidente degli Stati Uniti al Gran Teatro Alicia Alonso. Dopo un pensiero rivolto agli attentati in Belgio, Obama ha dichiarando di essere giunto sull’isola “per sotterrare le ultime vestigia della Guerra Fredda”. Il presidente elogia le eccellenze cubane per poi trattare la spinosa questione dei diritti umani, e il sorriso di Castro si spegne: “La democrazia Usa non è perfetta, 50 anni fa sarebbe stato impensabile avere un afroamericano alla Casa Bianca. E invece le persone si sono organizzate, ci sono stati movimenti di protesta per spingere il cambiamento”. Il segreto dello sviluppo americano risiede “nel confronto delle idee”.

 

Economia e finanza

 

Ue – L’incontro di ieri tra Padoan e Moscovici a Palazzo Chigi è avvenuto alla presenza del premier Renzi. Sul tavolo c’era la “deviazione significativa” sul percorso di aggiustamento verso il pareggio di bilancio contestata da Bruxelles, la flessibilità e l’aggiustamento amministrativo di quest’anno. La Commissione Ue si pronuncerà in maggio sulla correzione di questi obiettivi e a questa pronuncia è condizionata la concessione della clausola di flessibilità: se Bruxelles dirà sì potremmo evitare la procedura di disavanzo eccessivo, come sembra assodato, e potremo anche utilizzare la flessibilità per il prossimo anno. Per questo il ministro dell’Economia e il governo hanno preparato, nei giorni scorsi, l’”aggiustamento amministrativo” di 0,15 punti di Pil (2,4 miliardi) chiesto con misure “certe” dalla Commissione.

 

Fisco – L’Italia descritta nel “Rapporto 2016 sul coordinamento della finanza pubblica”, presentato ieri dalla Corte dei Conti al Senato, è un Paese che non ha ancora superato del tutto la crisi. L’economia “sembra uscita dalla fase recessiva”, ma con una ripresa “ancora debole” e con “difficoltà a consolidarsi”. Le maggiori preoccupazioni sono destate dal sistema fiscale, caratterizzato da una pressione elevata: a fine 2015 era pari al 43,3% (4 punti oltre la media europea). I redditi da lavoro e d’impresa sono i più colpiti, mentre su consumi e redditi da capitale le tasse sono troppo basse. Le entrate Iva ci vedono fanalino di coda dell’Europa, mentre siamo al primo posto in termini di evasione.