Le notizie del giorno. Legge elettorale, Bersani torna all’attacco di Renzi – Terremoto a Kathmandu, oltre 1400 morti

bersani e RenziPolitica interna
 
25 aprile – In tutta Italia si sono svolti ieri cortei e commemorazioni per il 70° anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Sergio Mattarella, prima all’Altare della Patria e poi al Teatro Piccolo di Milano, ha voluto rimarcare una volta di più che “non c’è equivalenza possibile tra chi sosteneva gli occupanti e chi li combatteva”, pur portando rispetto “a quanti hanno combattuto in coerenza con i propri convincimenti”. Il Capo dello Stato ha poi ammesso che accanto a “tanti straordinari atti di generosità, ci furono anche alcuni gravi episodi di violenza e colpevoli reticenze”. I cortei si sono svolti senza incidenti, ma in più città si sono segnalati episodi d’intolleranza verso i rappresentanti della Brigata ebraica, contestati da gruppi filo palestinesi della sinistra radicale. La solidarietà ai partigiani sionisti è arrivata dal Premier Renzi: “Il 25 aprile è festa di tutti, di unità e non di divisione e polemica”.
 
Legge elettorale – Pier Luigi Bersani è tornato all’attacco dell’Italicum e della decisione di Renzi di procedere senza mediazioni, a tappe forzate- il voto finale dovrebbe arrivare ai primi di maggio- e senza escludere di mettere la fiducia sulla riforma. L’ex Segretario ha parlato di “pressioni indebite” da parte del Premier con riferimento alla paventata fine della legislatura nel caso l’Italicum venisse affossato, rivendicando il diritto di libera scelta dei parlamentari “davanti ai temi costituzionali”.   
 
Politica estera
 
Nepal – Un sisma di magnitudo 7.8 della scala Richter si è abbattuto ieri sul Nepal, devastando la città di Kathmandu. Nella sola capitale i morti sarebbero più di 1400, ma il bilancio delle vittime è destinato a salire. Sull’Everest si sono scatenate numerose valanghe, che avrebbero travolto almeno 18 scalatori, ma danni e vittime ci sono stati anche in alcune città indiane e cinesi.
 
Libia – Intervistato da La Stampa, il Segretario Onu Ban Ki-Moon si schiera contro i propositi trapelati dalle sedi europee e ispirati dal Governo italiano di un attacco militare in Libia. Secondo il Segretario è “sbagliato colpire i barconi e non esiste una soluzione militare”, mentre invece sono “cruciali canali legali e regolari d’immigrazione”. Tuttavia, il capo della diplomazia europea, Francesca Mogherini, insiste: “L’Europa fermerà i trafficanti di uomini, in Libia operazioni con il sì dell’Onu”.                      
 
Economia e Finanza
 
Grecia – L’Eurogruppo di Riga, tenutosi venerdì, non ha fatto registrare passi avanti nella trattativa per sbloccare l’impasse sul debito greco; anzi, i toni lasciano presagire il peggio per Atene. I ministri Ue si sono scagliati contro Varoufakis, definito un “dilettante e un perditempo”, e per tutta risposta l’economista greco non si è presentato alla cena conclusiva cui hanno partecipato tutti i suoi colleghi. E intanto circola con sempre maggiore insistenza l’ipotesi di un piano B per Atene, che prevede l’introduzione di una valuta alternativa affiancata all’Euro per evitare il default tecnico, continuare a pagare stipendi e pensioni e soprattutto dimostrare che l’Euro è una moneta “irreversibile”, come ha affermato pochi giorni fa Mario Draghi. Tutti ufficialmente negano l’esistenza del piano, ma emblematico in proposito è stato il commento del Ministro tedesco Schaeuble: “Nessun politico di buon senso lo ammetterebbe, perché scatenerebbe il panico. Quando è stata riunificata la Germania, nessuno l’avrebbe mai preannunciato”.       
 
Derivati – In concomitanza con la puntata che stasera Report dedicherà al tema, si torna a parlare dei derivati sottoscritti dal Ministero del Tesoro con 17 banche estere e due italiane per far fronte al rischio dei tassi d’interesse connessi al debito pubblico. Lo Stato ha speso 12,9 miliardi dal 2011 al 2014 e ha ancora un portafoglio che vale una perdita potenziale stimata in 42 miliardi al 31 dicembre scorso. Il Ministro Padoan, criticato dalle opposizioni per non aver acconsentito a comunicare i dettagli dei contratti stipulati, ha difeso la gestione del bilancio pubblico, definendola “sana, come dimostra il rating, il valore dello spread e il costo dell’indebitamento che scende”. Inoltre, secondo il Ministro i derivati sono il frutto di “scelte effettuate in passato, le cui conseguenze saranno via via eliminate”.     
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