LE NOTIZIE DEL GIORNO. Fiducia alla Cancelllieri, l’ira di Renzi. Scoppia lo scandalo delle tessere gonfiate nel Pd. Scontri a Roma fra no-Tav e Forze dell’ordine

Politica interna

 
Cancellieri: la Guardasigilli resta al suo posto ed ottiene la fiducia alla Camera dei deputati, la mozione del M5S viene bocciata dalla maggioranza Pd Pdl con 405 voti contrari, 154 favorevoli e 3 astenuti, nonostante le molte riserve fra i democratici. La Cancellieri si è difesa dall’accusa di essersi spesa per favorire la scarcerazione di Giulia Ligresti, dicendosi “amareggiata perché è stato messo in discussione il mio onore e quello della mia famiglia” ed ammettendo che quella di ieri è stata “la giornata più lunga della mia vita”. Ma l’happy end ha avuto una brevissima durata, solo pochi minuti dopo la proclamazione dell’esito finale del voto di fiducia le agenzie battevano il primo flash sulla clamorosa deposizione, datata 15 dicembre 2012, di Salvatore Ligresti al pm Luigi Orsi, nel corso della quale il capostipite della famiglia aveva affermato di essersi fatto latore presso Silvio Berlusconi del desiderio dell’allora prefetto Cancellieri di rimanere a Parma, dove era in scadenza di mandato, richiesta che poi si concretizzò. Ligresti avrebbe aggiunto che “l’attuale ministro Cancellieri è persona che conosco da moltissimi anni e ciò spiega il fatto che si sia rivolta a me e io abbia trasmesso le sue esigenze al Presidente Berlusconi”. La ministra della Giustizia si è quindi subito trovata a doversi difendere da un colpo insidioso, ed ha replicato con una nota che parla di “ricostruzione falsa e destituita di ogni fondamento”.  
 
Pd: Renzi mostra i muscoli e torna a criticare la decisione di non votare la sfiducia alla Cancellieri. Il sindaco di Firenze lascia capire che a partire dal 9 dicembre, giorno successivo alle primarie democratiche che lo vedono favorito, la musica dentro al partito cambierà soprattutto per quanto riguarda i rapporti con il governo di Enrico Letta; il premier è da parte sua consapevole che la vicenda non è affatto conclusa. Nel frattempo lo scandalo delle tessere gonfiate è finito sul tavolo della Procura antimafia di Salerno, che indaga su centinaia di tessere di partito in bianco trovate in mani poco pulite. Nelle stesse ore è arrivata la notizia che il sindaco della città campana e sottosegretario alle Infrastrutture De Luca è indagato con l’accusa di abuso d’ufficio, falso in atto pubblico e violazioni in materia urbanistica nell’ambito di un’inchiesta riguardante il cantiere del Crescent.
 
Pdl: la prossima settimana Berlusconi si presenterà a Palazzo Madama per tenere di persona l’arringa difensiva, in parte messa a punto con Ghedini e gli altri avvocati. Prenderà la parola pochi istanti prima che l’Aula voti la decadenza mentre fuori, in piazza, sarà in corso una manifestazione organizzata dai falchi e dall’Esercito di Silvio. Il Cavaliere cerca dunque un impatto mediatico forte in concomitanza con il giorno decisivo per la sua sorte politica. Ma prima del voto in Senato potrebbe maturare lo strappo definitivo con il governo Letta, strada verso la quale lo spingono Fitto, Gelmini, Carfagna, Gasparri, Matteoli, Romani e tanti altri che lo hanno convinto a tenere un vertice nella sede del partito, quasi a voler confermare da che parte stia il capo, dopo le notizie sui perduranti contatti con Alfano. L’ipotesi caldeggiata da Verdini, Brunetta, Santanchè  e Capezzone è quella di votare no alla manovra finanziaria già in commissione questa settimana e poi alla fiducia in Aula.        
 
 

Politica estera

 
Iran: i negoziati di Ginevra sul nucleare iraniano riprendono attorno ad una bozza in tre punti che prevede un accordo in due fasi, con un “quadro interinale” destinato ad essere sostituito da una “intesa generale” entro sei mesi. Gli elementi del quadro interinale sono il congelamento della produzione dell’uranio arricchito al 20%, la non attivazione di nuove centrifughe per arricchire il minerale al 3,5% e l’accettazione iraniana di un più rigido sistema di ispezioni internazionali dei propri siti nucleari. In cambio il paese mediorientale ottiene una riduzione delle sanzioni sulle esportazioni di greggio e di commercio in prodotti petrolchimici, auto, oro e componenti di aerei per una valore di almeno 20 miliardi di dollari. Ma la guida suprema dell’Iran Ali Khamenei ha già avvertito che Teheran non rinuncerà al suo diritto ad arricchire l’uranio, del quale anzi chiede il riconoscimento da parte dei “5+1”; ed è su questo punto che si giocherà il raggiungimento o meno di un’intesa fra le parti.  
 

 Economia e Finanza

 
Legge finanziaria: prosegue con lentezza la marcia della legge di Stabilità a Palazzo Madama, anche ieri i nodi principali, quello del cuneo fiscale e la risistemazione dell’imposta sulla casa, sono rimasti così com’erano, irrisolti. Ma per quanto riguarda la tassazione del lavoro è ormai chiara l’intenzione di concentrare il bonus sui redditi fino a 27-30mila euro annui, mentre per la service tax ci saranno delle apposite detrazioni. Forza Italia non ha però ridotto il numero degli emendamenti, anzi lo stesso Berlusconi ha in serata detto chiaro e tondo ai suoi che così com’è questa legge finanziaria, fatta soprattutto di tasse, non avrà l’appoggio del partito. In questa situazione sembra dunque molto probabile che si debba ricorrere ad un voto di fiducia, in ogni caso pare chiaro che la scadenza fissata per domani per lo sbarco della manovra in Aula non verrà rispettata. Oggi in Consiglio dei ministri arriverà il decreto per eliminare la fatidica seconda rata dell’Imu, il governo è ancora alla ricerca di trecento o quattrocento milioni dei 2,4 miliardi necessari per la copertura, si fa concreto il rischio che scatti la temutissima clausola di salvaguardia che imporrebbe un aumento automatico delle accise sui carburanti; a pagare la maggior parte del conto saranno banche ed assicurazioni che vedranno gli acconti Ires ed Irap salire fino al 120 – 125%, in pratica un prestito forzoso.  
 
Vertice Italia-Francia: i governi di Parigi e Roma “considerano la nuova linea Lione – Torino un cantiere aperto di cui sottolineano il carattere prioritario della realizzazione”. Così recita, in tema di Tav, la dichiarazione finale del vertice intergovernativo fra Italia e Francia, svoltosi ieri a Villa Madama con la partecipazione di Enrico Letta e di François Hollande. Letta ha definito la linea ad alta velocità “una grande infrastruttura che va avanti con la tempistica indicata perché è un asse strategico europeo ed è fondamentale che il nostro Paese ci stia dentro”, aggiungendo che nel corso dei colloqui si è parlato anche della ferrovia Torino-Cuneo-Ventimiglia-Nizza, altra importante infrastruttura. Obiettivo dei due Paesi per i prossimi anni, ha proseguito il nostro presidente del Consiglio, sarà quello di “lavorare insieme perché la prossima legislatura sia quella della crescita, lasciandoci indietro la legislatura della sola austerità”; messa nero su bianco nel corso del vertice anche una “nuova ambizione politica basata tanto sull’integrazione quanto sulla solidarietà e che dovrebbe includere la realizzazione di una reale capacità finanziaria per l’Eurozona, in grado di finanziare politiche e investimenti per crescita e occupazione”. Mentre era in corso l’incontro il centro di Roma era teatro di violenti scontri tra manifestanti No-Tav e polizia.            
 
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