LE NOTIZIE DEL GIORNO. Casamonica, bufera sulle forze dell’Orine – Grecia: Bruxelles e Berlino preoccupate per le dimissioni di Tsipras

Politica interna

Roma – Il caso del funerale del boss Vittorio Casamonica – “una festa in grande”, così è stata definita dai parenti – finisce in Parlamento, dove si sta preparando un’interrogazione. Dopo il clamore mediatico sollevato dalla vicenda, non solo in Italia, è emerso che alcuni parenti agli arresti domiciliari erano stati autorizzati a partecipare, anche se la Questura nega di aver ricevuto alcuna comunicazione, e che 14 auto di vigili, carabinieri e polizia hanno accompagnato il corteo. In più, a dirigere la banda c’era un carabiniere in pensione. Così, mentre l’Enac sospende la licenza al pilota dell’elicottero per la deviazione non prevista, il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha chiesto un chiarimento al prefetto di Roma Franco Gabrielli, che ha già ammesso gravi errori di comunicazione. Sembra anche che, nel corso di una telefonata al sindaco Ignazio Marino, il premier Matteo Renzi abbia espresso timori per l’immagine del Giubileo.

Cei – La politica è guidata più da interessi immediati che da veri progetti. L’ha detto il segretario della Cei Nunzio Galantino dal palco del Meeting di Cl, dove è arrivato dopo giorni di polemiche legate al suo attacco ai politici sulla questione dei migranti nonché ai funerali del boss Casamonica. È soprattutto su questo fatto che la Lega Nord basa la sua reazione: parte della Chiesa è più interessata al denaro che ad altri valori, ha commentato Matteo Salvini. Mentre il forzista Maurizio Gasparri esprime la necessità di una guida diversa per i vescovi. Al Carroccio e a Fi non è bastato che Galantino abbia espresso un bisogno di rinnovamento anche per la Chiesa, aggiungendo al testo ufficiale un omaggio a Ruini e Bagnasco quale segnale per ricompattare la Cei.

Politica estera

Francia – Due marines statunitensi in borghese hanno evitato una strage sul treno Amsterdam-Parigi, rimanendo gravemente feriti mentre disarmavano un 26enne di nazionalità marocchina. Un celebre attore francese si è fatto male alla mano rompendo il vetro del segnale d’allarme. I due militari sono intervenuti appena in tempo, bloccando l’uomo fuori dalla toilette dove si era chiuso per caricare le armi. Secondo le prime ricostruzioni, la loro presenza su quel treno è dovuta al caso, ma non è escluso che i soldati stessero seguendo l’attentatore, schedato ma ugualmente sfuggito all’intelligence francese. E mentre Parigi, ancora sconvolta dai recenti attacchi, si mantiene prudente, a parlare di “terrorismo” è il primo ministro belga Charles Michel.

Macedonia – La polizia macedone ha lanciato lacrimogeni e granate stordenti verso le migliaia di migranti che premevano dal confine greco. Una decina di persone è rimasta ferita. Dopo aver lasciato passare due gruppi di duecento persone ciascuno, infatti, le forze armate schierate per fronteggiare l’emergenza hanno reagito con la violenza alla pressione dei migranti, in gran parte siriani in fuga dalla guerra. Il governo ha garantito aiuto in relazione alle possibilità della Macedonia. È la Germania a essere al centro della corrente di richiedenti asilo: da gennaio ha ricevuto oltre 200mila richieste, un numero che potrebbe quadruplicarsi entro la fine dell’anno.

Economia e Finanza

Grecia – Dopo una prima reazione di apparente serenità, Bruxelles e Berlino manifestano preoccupazione per le dimissioni del premier greco Alexis Tsipras. Il problema è che le riforme a cui è subordinato il terzo piano di salvataggio sono state approvate in fretta dal Parlamento di Atene, ma hanno bisogno di tempo per essere implementate. Tempo che può essere concesso solo da un governo forte e motivato, quello dello Tsipras dell’ultimo periodo. Il destino della Grecia, insomma, sembra adesso legato alla scommessa di una vittoria con ampio margine dello stesso uomo. Proprio mentre il suo partito, Syriza, si spacca ancora sulla permanenza di Atene nell’Eurozona e le Borse affondano a causa dell’incubo Cina, a cui si aggiungono il petrolio ai minimi e, appunto, la situazione greca.

Lavoro – Sul tavolo del governo c’è un piano per incentivare le assunzioni che sostituisca in modo permanente gli sgravi sul lavoro in scadenza a fine anno. Si tratta di un taglio di sei punti al cuneo contributivo, tre a carico del lavoratore e tre dell’azienda. Una misura che non peserebbe sulle casse dello Stato, se non in una fase di transizione della durata di due o tre anni, ma che intaccherebbe la pensione dei dipendenti. Ecco perché la riforma prevede la possibilità per il lavoratore di investire i suoi tre punti in meno in fondi pensione integrativi o di riceverli in busta paga tassati. Fermo restando che il risparmio del datore di lavoro si tradurrebbe in una decurtazione di un assegno previdenziale tra l’altro calcolato per intero con il metodo contributivo. Intanto da un’elaborazione dei Consulenti del lavoro sui dati di Inps, Inail e ministero del Lavoro emerge che il mancato gettito del lavoro sommerso, che coinvolge oltre due milioni di persone, corrisponde a 25 miliardi, l’1,5% del Pil, cifre definite vicine a quelle di una legge di Stabilità.

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