Le notizie del giorno. Berlusconi liquida il Pdl, grillini e leghisti snobbano Napolitano, Renzi contro le larghe intese

Politica interna
Pdl – Silvio Berlusconi ha mandato in soffitta il partito da lui fondato nel 2007 e nell’ufficio di presidenza convocato ieri sera ha azzerato tutte le cariche, fissando per l’8 dicembre il consiglio nazionale che dovrà certificare la svolta. Il passo successivo sarà il ritorno a Forza Italia. Dei 24 membri del direttorio, oltre a Bondi che si trovava negli Stati Uniti, mancavano i cinque Ministri, che ora, vista anche la destituzione di Alfano da Segretario del Pdl, potrebbero animare una clamorosa scissione. Pur se Berlusconi ha speso ieri parole concilianti nei confronti di Alfano e ha definito come “giustificate” le assenze dei Ministri, i “governativi” potrebbero allontanarsi anche per via della nuova linea dura dettata dall’ex Premier sul sostegno al Governo: la fiducia sarà mantenuta se il Pd rispetterà gli impegni del programma e se non sarà votata la decadenza da senatore dello stesso Berlusconi.
Giorgio Napolitano – I Parlamentari del M5S hanno rifiutato, così come la Lega Nord, l’invito di Napolitano al Colle per un confronto sulla legge elettorale, in merito alla quale il Capo dello Stato ha sollecitato una modifica “entro l’udienza del 3 dicembre della Corte Costituzionale”, almeno nella parte in cui la legge vigente si presta a elementi d’incostituzionalità. Dopo una telefonata tra la capogruppo al Senato, Paola Taverna, e il segretario alla presidenza della Repubblica, Donato Marra, è arrivata la reazione di Napolitano, che in una nota prendeva atto “con rammarico” della decisione e ricordava di aver sempre “accolto richieste d’incontro del M5S, benché spesso accompagnati da attacchi scorretti e perfino ingiuriosi”. La tensione rimane dunque alta, complice anche il recente annuncio di Beppe Grillo sull’imminente richiesta di “impeachment” per Giorgio Napolitano.
Pd – Dal palco della Leopolda Matteo Renzi ha demolito l’esperienza delle larghe intese, promettendo che non governerà mai con un Pdl che obbliga Letta ad “agire con il cacciavite”, mentre io vorrei “essere un caterpillar”; un Pdl comandato da un Berlusconi che “cambia idea ogni tre giorni, ormai una soap opera”. Il sindaco di Firenze ha però promesso che, in caso di vittoria al Congresso, “darà una mano” anche perché non è “interessato a bandierine, a togliere un governo e a metterne un altro”.  
Politica estera
Datagate – L’Europa, su impulso dei due Paesi maggiormente coinvolti nello scandalo intercettazioni, ovverosia Francia e Germania, ha deciso di chiedere chiarimenti alla Casa Bianca “su base bilaterale”, invitando anche gli altri Paesi a fare pressioni per la negoziazione di un nuovo “codice etico” per le intercettazioni. Il Premier Letta ha annunciato che “un ragionamento bilaterale è già in corso” con Washington. Tuttavia al vertice non si è vista l’attesa accelerazione della riforma sulla protezione dei dati dei governi Ue, anche per via della frenata dell’Inghilterra.
Al Consiglio europeo si è parlato anche d’immigrazione, sulla scia delle recenti stragi nel canale di Sicilia. Nonostante il rinvio al Consiglio di giugno dello scioglimento dei nodi politici della vicenda, il Premier Letta si è detto moderatamente soddisfatto per le conclusioni del vertice: “Si è raggiunto oggi il risultato fondamentale di considerare il tema come europeo, non come maltese o italiano”; è passato il concetto di “solidarietà e non era scontato”. Una novità sul piano operativo è l’impegno assunto ieri da Francia e Olanda nel fornire aerei per le missioni compiute da Frontex.
Tunisia – Mentre arrivano nuovi segnali d’instabilità, con un morto causato da scontri con la polizia e il ritrovamento di esplosivo a Tunisi, il Primo ministro del partito islamico moderato Ennahda ha dato la propria disponibilità a dimettersi e ad avviare una road map che prevede la nomina di un nuovo Premier indipendente e la formazione di una governo tecnico in grado di riformare la legge elettorale e portare il Paese a nuove elezioni.
Economia e Finanza
Fitch – L’agenzia ha confermato il rating sul debito pubblico italiano, che resta dunque BBB+ con outlook negativo. Fitch ha sottolineato i progressi fatti nel consolidamento dei conti pubblici, ma anche i rischi derivanti dal permanere dell’instabilità politica.
Borse – Si tinge di rosso l’ultima seduta della settimana, con Piazza Affari che perde l’1,45%, peggiore in Europa. A pesare è il calo generalizzato dei titoli bancari, mentre si registrano nuove tensioni sullo spread: il Btp ha chiuso ieri con 247 punti in più rispetto al Bund omologo, i Bonos spagnoli si sono invece fermati a 241 punti. E la prossima settimana il Tesoro italiano ha in programma aste di bond pubblici per quasi 17 miliardi di euro.
Consumi – Dopo oltre un anno di contrazioni, i consumi sono tornati a crescere in agosto dello 0,2% rispetto allo stesso periodo del 2012. L’Istat ha evidenziato che la timida ripresa è trainata dall’alimentare e dalla grande distribuzione. 
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