La strage delle tartarughe marine sulle spiagge pugliesi

La strage delle tartarughe marine sulle spiagge pugliesi

Non bastasse l’inquinamento, con i sacchetti flottanti che le tartarughe scambiano per le meduse di cui si cibano. Non bastassero gli agguati delle reti. Ora, per le tartarughe marine, ai rischi quotidiani si aggiungono anche l’ignoranza e la stupidità umana. Sono ormai 5 le carcasse di “caretta caretta” ritrovate lungo la costa, in provincia di Molfetta e decapitate da una mano ancora ignota. Evidenti i segni di un taglio netto che ha reciso il capo della tartaruga e che provano l’uccisione volontaria dell’animale marino.

Negli ultimi tre giorni sono arrivate altre tre tartarughe nella stessa condizione. Il taglio è netto ed è quindi fatto esclusivamente con una lama affilata e con l’intento di uccidere. La “caretta caretta” è una specie inserita nella lista rossa delle specie a rischio d’estinzione. Una stima fissa in circa 150.000 le tartarughe marine catturate degli attrezzi da pesca ogni anno solo nel Mediterraneo. oltre 40.000 non sopravvivo. Da anni le marinerie della zona collaborano con il centro di recupero tartarughe di Molfetta, consegnando le tartarughe che trovano impigliate nelle reti da pesca.

D’inverno è molto frequente anche quasi ogni giorno. Le tartarughe, dopo eventuali cure veterinarie, sono contrassegnate da una piastrina di riconoscimento e poi restituito al mare. L’assessore regionale alla qualità dell’ambiente, Gianni Stea, in una nota ha ricordato che le tartarughe marine sono animali protetti e che atti del genere costituiscono reato penale. Se fosse accertato e i colpevoli individuati, la Regione Puglia potrebbe costituirsi parte lesa.

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