Tra i tanti problemi che affliggono il mondo della scuola italiana,inadeguatezza, insufficienza , programmi, ritardi e via via, bisogna sottolineare che tra i servizi pubblici è quello meno toccato dalla corruzione ed è quello che meglio funziona, ma da domani, con la nuova riforma attuata ci si pone la domanda se ancora le cose rimarranno tali.

I motivi che hanno portato allo sciopero il personale docente si nota la preoccupazione del vedere “questa politica” entrare prepotentemente in modo distruttivo nella formazione pubblica. Non si vuole fare gli jettatori, ma consideriamo quello che già è avvenuto per la sanità, in quanto la tecnica riformista distruttiva è avvenuta nello stesso modo: un manager con pieni poteri sull’azienda sanitaria, un preside manager con pieni poteri sulla scuola! Stesso tipo di economia riformista: dallo stillicidio degli ospedali alla piena chiusura di strutture ancora nuove e in piena attività, perché si devono raggiungere “obiettivi precisi”, essere “valutati” , ma a quanto pare senza migliorare l’efficienza degli ospedali.

Se ci rivolge poi, al mondo universitario le cose sono peggiori: la logica dell’autonomia ha incentivato il favoritismo distribuendo incarichi importanti a parenti, figli, raccomandati, amanti e amici di amici.

Questi precedenti preoccupano e non poco considerando la realtà sociale del nostro Paese. La scuola deve affrontare sfide importanti, cruciali per il futuro di tutti: i docenti devono seguire vie nuove e lavorare con spirito di collaborazione e il preside sceriffo è l’ultima cosa che serve, anche perché sarà il dirigente la porta di accesso alla politica poiché egli stesso sarà valutato da un direttore regionale nominato politicamente e se questi troverà “la strada giusta” avrà le valutazioni migliori. Risultato finale? Scuola per “amici di amici”!

Questa riforma si abbatte sul mondo dell’istruzione con una violenza mai vista dall’Unità ad oggi: con abnegazione i docenti si oppongono per ottenere la buona scuola, quella vera, quella fatta di sacrificio, collaborazione e amore per i nostri ragazzi.

Non giova ai partiti di governo e al suo capo, vedere per le strade l’opposizione di migliaia di insegnanti che ogni giorno parlano a milioni di studenti: è probabile che i comportamenti narcisisti e cinici che hanno imposto questa innovazione riceveranno una bocciatura senza la possibilità di esami di riparazione.

Di B. S. Aliberti Borromeo

Specialista in storia delle religioni e filosofia teoretica, insegna a Jena, Messina, Roma e Budapest.