LA RECENSIONE. Fronte del Porto da New York a Napoli

LA RECENSIONE. Fronte del Porto da New York a Napoli

Di Fausta Testaj’

Dopo la “pazza della porta accanto”lo Stabile di Catania propone, fino al 3 Marzo, un’altra splendida sua coproduzione con la Regia di A. Gassmann :”Fronte del porto”,traduzione ed adattamento dell’attore e drammaturgo napoletano Enrico Iannello della famosa opera dell’americano Budd Schulberg ispirata da un’inchiesta giornalistica dell’epoca diventata il pilastro della sceneggiatura del film del 1954 con la Regia di Elia Kazan, vincitore di 8 premi oscar ed attualmente al diciannovesimo posto in classifica dell’America Film Istitute tra i 100 migliori film statunitensi. Gassman dopo il successo dell’anno scorso di “Qualcuno volò sul nido del cuculo”continua la sua collaborazione con la Fondazione Teatro Bellini di Napoli dando la parte che fu di Marlon Brando a Daniele Russo, una realtà del panorama teatrale, il plot dello spettacolo è lo stesso ma l’ambientazione si sposta dalla New York degli anni 50 alla Napoli degli anni 80 dove in una sera apparentemente tranquilla il portuale Peppe Caruso (Biagio Musella), sotto lo sguardo del suo collega Francesco Gargiulo (uno Straordinario D. Russo)precipita dalla terrazza del suo appartamento. La sorella Erica (l’eccellente e sanguigna Francesca De Nicolais) da subito, non crede ad un incidente casuale,sapendo che Peppe faceva parte del Sindacato dei lavoratori del porto e si batteva per i loro diritti anche contro la malavita organizzata che li costringeva a pagare le tangenti per poter lavorare e portare il pane a casa. Nonostante l’insistenza del padre ( il bravo Bruno Tràmice)a lasciare perdere, Erica s’intestardisce a voler sapere la verità sulla morte del fratello riuscendo anche a coinvolgere il parroco del quartiere Don Bartolomeo (un impeccabile Orlando Cinque) che si espone dando la possibilità ai portuali di riunirsi la sera nella sua chiesa per dargli la forza di essere liberi e di denunciare i loro aguzzini Compare Giggino (un formidabile e spietato Ernesto Lama) il contabile del boss, Carlluccio, (un ottimo Edoardo Sorgente) anche fratello dell’ex boxer Francesco Gargiulo e tutti gli altri scagnozzi. Scialatiello ( un fantastico Daniele Marino) vorrebbe denunciare ma purtroppo anche a lui viene tappata la bocca prima che potesse parlare.
Questo, tanti altri avvenimenti, varie costrizioni da parte del boss Giggino, l’amore sempre più crescente nei confronti di Erica ed infine la morte di suo fratello Carlluccio immolatosi per lui, convincono Francesco Gargiulo a deporre davanti al giudice testimoniando la verità sulla morte del suo amico-collega Peppe Caruso ,di Scialatiello e raccontando come “nu cardillo” le ingiustizie subite negli anni dai portuali da parte di quelle brave persone che indossavano abiti firmati comprati con il sangue della povera gente. A completare il lodevole cast ci sono: Antimo Casertano, Sergio Del Prete, Vincenzo Esposito e Pierluigi Tortora. Come nella “pazza della porta accanto” le belle musiche sono di Pivio ed Aldo De Scalzi (Nastro d’Argento 2018 per”Ammore e Malavita”) ,le indovinate luci di Marco Palmieri e gli adeguati costumi di Mariano Tufano, il sound designer di Alessio Foglia, le bellissime retroproiezioni sul telo in proscenio e quelle in fondo al palco a dare un effetto prettamente cinematografico e veritiero sono di Marco Schiavoni, le scene favorevoli all’indubbia riuscita dello spettacolo sono dello stesso Gassman che anche stavolta è riuscito a raccontare al pubblico temi di grande attualità e a lui cari come la voglia di legalità con un linguaggio teatrale moderno, semplice ed attraente quindi ammirato da ogni tipo di utenza. A Catania, a fine recita, gli attori hanno meritatamente preso cinque minuti di applausi a scena aperta,a chi non è andato ancora al teatro a vedere questa piecè gliela consiglio vivamente.

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