LA LETTERA. Noi, guide turistiche, a terra per il Covid

Al Sig. Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Alla Sig.ra Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati
Al Sig. Presidente della Camera dei Deputati on. Roberto Fico
Al Sig. Presidente del Consiglio avv. prof. Giuseppe Conti
Al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo on. Dario Franceschini
Alla Sottosegretaria al MIBACT Lorenza Bonaccorsi
All’Assessore al Turismo, Sport e Spettacolo della Regione Siciliana dott. Manlio Messina
All’Assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana dott. Alberto Samonà
La pandemia da Covid-19 ha determinato una crisi senza precedenti nel turismo, comparto economico che in Italia movimenta tra il 12 e il 13 per cento del PIL, con tre milioni di lavoratori. Già nei mesi scorsi gli operatori del settore avevano manifestato forte preoccupazione chiedendo misure immediate, serie e rigorose a tutela della filiera turistica. Per quanto attiene alla martoriata categoria delle Guide Turistiche, le misure governative hanno sinora previsto pochi ristori che, pur rivelandosi fondamentali per la sussistenza, sono stati universalmente riconosciuti come del tutto insufficienti. Alcune regioni hanno proposto ulteriori misure di sostegno per le Guide Turistiche; tali misure, nella maggior parte dei casi, si sono rivelate quasi inconsistenti. In qualche caso abbiamo avuto la sgradevole sensazione di essere in presenza di misure strombazzate a favor di stampa, con intenti propagandistici, senza la reale volontà di correre in soccorso di una categoria di lavoratrici e lavoratori che concorrono in larga misura a soccorrere le casse del pubblico erario con una tassazione elevatissima. La situazione lavorativa delle Guide Turistiche diventa ancor più drammatica in quelle regioni a bassa industrializzazione in cui il turismo ed il suo indotto rappresentano un settore trainante per la tenuta economica complessiva del territorio.
La Fase 2 ha (in via del tutto teorica) riaperto la possibilità alle guide di tornare al lavoro. Tuttavia ci sembra grave, paradossale ed ipocrita non rendersi conto che, in mancanza dei flussi turistici provenienti dall’estero – in drammatico calo per ovvi motivi di contenimento della pandemia – di fatto le guide sono senza lavoro. Se il turismo straniero (che in determinate località particolarmente vocate raggiunge anche l’85-90% dei flussi) viene a mancare, è del tutto evidente che lo sblocco del codice ATECO 799020 non ha prodotto un ritorno ad una normale routine lavorativa, purtroppo. Mancano i turisti; manca la materia prima su cui lavorare! 1. In quanto partite iva, a parziale sostegno dei ricavi mancati, è fondamentale una riduzione considerevole dei carichi contributivi; riteniamo opportuno ridurre il peso della tassazione dal 15% al 5% per i forfettari e gli ordinari e per le nuove partite iva al 2%. Inoltre, gli importi vanno rateizzati da giugno 2022, senza mora nè sanzione alcuna e zero acconto 2020 per i codici ATECO 799020. Contestualmente si chiede la possibilità di saldare con piccole rate mensili da giugno 2022, senza mora né sanzioni e senza acconto 2020 la contribuzione INPS 2019.
2. Considerando il drastico calo di fatturato, ampiamente documentabile da ciascun professionista del settore, a fronte di un’intera stagione lavorativa perduta, sia per il Lockdown imposto doverosamente per contenere la pandemia, sia per il mancato arrivo del turismo estero, facendo riferimento alle misure adottate in sostegno dei ceti più deboli di questo Paese (Reddito di Cittadinanza, REI), ritenendo che una Guida Turistica detentrice di Partita Iva non abbia altra fonte di sostentamento che il proprio lavoro; chiediamo con forza l’assegnazione di un Reddito di sopravvivenza fino a marzo 2021: crediamo che tale beneficio economico possa ragionevolmente tradursi nella cifra mensile di € 1000 per ogni Guida Turistica che potrà dichiarare di avere fatturato nel corrente anno 2020 non più di1/3 del 2019.
3. Chiediamo una maggiore e più attenta vigilanza sui concessionari dei servizi aggiuntivi, le imprese che operano all’interno dei siti monumentali, archeologici e culturali. Riteniamo fortemente scorretto l’atteggiamento di alcuni concessionari operanti nel territorio nazionale; è in atto il tentativo di assumere posizioni dominanti proprio nei confronti delle Guide Turistiche abilitate, con il chiaro intento di estromettere queste ultime in favore di personale interno, troppo spesso non qualificato e sottopagato. Ribadiamo il fondamentale concetto che i gestori dei cosiddetti Servizi Aggiuntivi operano in regime di concessione mentre le Guide Turistiche hanno conseguito, con esame di Stato, l’abilitazione all’esercizio della professione.
4. Auspichiamo vivamente l’avvio di un processo di regolamentazione del “volontariato” nel settore dei beni culturali. Va garantito il rispetto dei ruoli tra professionisti (Guide Turistiche) e volontari; vanno ampliate senz’altro le tutele degli organici lavorativi del settore ma va contestualmente verificata la qualità di coloro i quali hanno il delicato compito di facilitare la fruizione dei beni e dei servizi culturali offerti (si veda sen. Verducci mozione del 22 luglio c.a.).
5. Ancora una volta con amarezza constatiamo come la piaga dell’abusivismo sia una costante in tutte le città e siti monumentali in Italia. Chiediamo che l’esercizio abusivo della professione di Guida Turistica venga duramente sanzionato al pari di qualsiasi altro esercizio abusivo di una professione.
6. Stigmatizziamo il fenomeno di sleale concorrenza noto come “Freetour”. Crediamo che tale attività leda non soltanto la professionalità delle Guide Turistiche abilitate ma si possa e si debba configurare come attività ad altissimo rischio di evasione fiscale.
7. Pensiamo che sia corretto per tutti determinare con serietà e rigore la “temporaneità” e “occasionalità” delle guide turistiche UE che – di fatto – operano per 8/10 mesi ininterrottamente in Italia, configurando ancora una volta l’ipotesi di concorrenza sleale nei confronti della ns. categoria. 8. Infine riteniamo improcrastinabile il riordino della normativa nazionale che regolamenti in modo uniforme le professioni turistiche e soprattutto quella di Guida Turistica. Pensiamo che sia indispensabile individuare modalità e criteri unici ed uniformi per l’esame di abilitazione per l’accesso alla professione, mantenendo con rigore le specificità e le competenze territoriali.
Confidiamo nell’accoglimento delle nostre richieste, considerando il grave stato nel quale versa una categoria di professioniste e professionisti che hanno investito un’intera esistenza per potere con orgoglio, passione e dedizione definirsi “Ambasciatori di bellezza”.
Siamo ben consapevoli del nostro ruolo ed intendiamo difendere la nostra professione da tanti, troppi attacchi.
Non vorremmo ritrovarci delusi e demotivati, costretti a riporre i nostri amati Patentini in un cassetto e, magari, a chiudere in massa migliaia di partite iva.

Anna Maria Alaimo
Giovanni Masaniello

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