La farsa della chiusura dell’aeroporto di Crotone

Da tre giorni ha chiuso i battenti l’Aeroporto di Crotone ma la farsa istituzionale continua tra finti battibecchi politici ed ipocrite soluzioni proposte, tra letterine per richiedere proroghe all’Enac (richiesta “bissata” ed inutile in quanto già ad ottobre 2015 fu presentata dalla Regione) e accuse verso la Commissione della Curatela Fallimentare.

Latitante e menefreghista acclamata la trasformista-velina-parlamentare crotonese che dribbla e declina assunzioni di responsabilità e prese di posizione .

Volubile il sindaco Pugliese, che da un netto rifiuto della gestione unica è passato all’appello per la gestione unificata seguito a ruota dai pentastellati.

Fallita la società “S.Anna” si è costituita la “SAGAS” (con un CDA di molto poco rispetto) e posta sotto sequestro nel luglio scorso, in contemporanea si apre la crisi di SOGAS, la società aeroportuale dello stretto, entrambe per motivi analoghi (non bastano i soldi).

Che fine han fatto i fondi Europei (SIEG) del TFUE sbandierati dalla ex vicegovernatrice Antonella Stasi destinati alle strutture aeroportuali calabresi?

E tutti i “milioni di euro” da destinare ad investimenti strutturali per Crotone di cui forbitamente ci informava l’attuale vicesindaca di Crotone (Antonella Cosentino) in campagna elettorale?

A chi giova confluire in SACAL, la società coinvolta nell’inchiesta giudiziaria “Perseo”(che attraverso le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, parlano di ingerenze mafiose nella gestione, con anche importanti arresti avvenuti in passato e condanne per vicende legate alla criminalità organizzata, ex vicepresidente SACAL docet.) ? A chi giova, se non ad un ristretto numero di persone, questa scelta strategica che metterà seriamente a rischio di crisi irreversibile l’intero sistema aeroportuale calabrese e, di conseguenza, anche la stessa SACAL, che dovrebbe farsi carico e rilevare i debiti degli altri due aeroporti ?

E, se è vero che la situazione economica è insostenibile, che senso ha avallare la scelta per un quarto scalo nella sibaritide?

Inesistenti sia progetti che proposte concrete, o forse cestinate perché non conformi alla regola del gioco delle “tre carte”? Matematicamente ragionando, sarebbe troppo onesto e semplice veicolare i fantomatici soldi, previsti dai Fondi Europei di sviluppo, verso la costituzione di una cooperativa composta dai tanti futuri ex dipendenti della società aeroportuale crotonese? O verso la costituzione di una società a partecipazione pubblica e non politica?

La rassegnazione alla sudditanza affaristica non rientra nei nostri programmi.

Paola Turtoro – Portavoce regionale

AZIONE IDENTITARIA CALABRIA

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