La denuncia. Palermo, così muore una capitale

Apatia, indifferenza, rassegnazione e rabbia sono stadi d’ansia che accomunano ormai tutti i palermitani.

Consapevoli di vivere in una Città ricca di storia, cultura e Capitale per circa 700 anni, i palermitani non sanno più cosa fare o pensare di chi l’amministra.

Non possiamo accettare il degrado in cui sopravvive questa Città che invece dovrebbe essere un esempio di crescita sociale e culturale in grado di saper integrare e non semplicemente accogliere.

Tutti parlano di accoglienza ma nessuno riesce a capire la fondamentale importanza che invece riveste l’integrazione, tutti sanno accogliere ma pochi sanno integrare.

Oggi i Cittadini palermitani sanno che il confronto per una crescita sociale ed economica è tutto nell’integrazione, spartiacque tra una accozzaglia di gente senza legami tra di essi ed un popolo unito con l’obiettivo comune di una crescita economica e sociale armoniosa.

Purtroppo questo ad oggi non viene percepito e va ad aggravare una condizione di ulteriore degrado causato da una mancata corretta gestione dei servizi essenziali della Città.

Palermo da alcuni anni subisce una involuzione culturale e sociale perchè chi gestisce la città non riesce a coordinare quegli interventi essenziali per un minimo di decoro urbano.

Interi quartieri periferici sono allo sbando, girando per le strade si possono vedere cumuli di immondizia abbandonata che con l’estate diventano anche fonti di fetore irrespirabile.

Anche nei quartieri centrali non va meglio, basta girare dalle vie principali in una qualsiasi traversa secondaria per avere un quadro desolante di sporcizia ed abbandono paragonabile al peggior terzo mondo oggi esistente.

Un caso a parte, non per positività chiaramente, è Via Roma, dove assistiamo, inermi ed impossibilitati ad agire, alla sua distruzione commerciale completata con l’ultima coltellata ricevuta dalla chiusura della Rinascente per miopia imprenditoriale e sociale.

Palermo da tempo si è dotata del Piano Commerciale della Città e del Centro Storico che in via teorica dovrebbe guidare lo sviluppo commerciale dei quartieri cittadini armonizzandone la crescita senza creare conflitti tra commercianti, dannosi per l’intera comunità. Nella realtà questo Piano ha ingessato Palermo non permettendone la crescita economica.

Da tempo il Sinalp denuncia l’inadeguatezza del Piano Commerciale di Palermo e del suo Centro Storico e più volte ha invitato l’amministrazione cittadina a ragionare su nuove forme di aggregazione commerciale affinchè si possa rivalutare il territorio dando nuovo impulso vitale al commercio cittadino.

Assieme al sindacato inquilini Ania, al sindacato proprietari immobiliari Casa Mia ed al sindacato degli agenti immobiliari Fimaa, il Sinalp aveva proposto alcune modifica al Piano commerciale per rivitalizzare la città. Di tutto questo non è mai pervenuta alcuna risposta o posizione.

Le OO.SS. Sinalp, Ania, Casa Mia e Fimaa Palermo vivendo giornalmente il territorio ed ascoltando i cittadini, sia essi consumatori che imprenditori, denunciano questi strumenti realizzati tenendo conto esclusivamente di scelte ideologiche che nulla hanno a vedere con i cittadini e lo sviluppo economico della città.

Ultima scelta ideologica alla quale i cittadini purtroppo stanno assistendo inermi è l’ormai “famigerata” pista ciclabile realizzata nelle vie di Palermo che già in tempi non sospetti erano insufficienti al flusso del traffico cittadino, ed ora il conseguenziale restringimento delle strade interessate ha creato un serpentone quasi immobile di auto che inquinano molto più di prima l’aria essendo costrette a rimanere ferme in attesa che qualcosa si muova.

E non ci vengano a raccontare che questa operazione serve a disinquinare la città dallo smog e dalle odiate auto, visto che con l’altra mano il Governo Nazionale spinge i cittadini a comprarne di nuove grazie ad uno dei tanti “Bonus” approvati.

E Nemmeno possiamo accettare il “Greta Tumberg” di turno che ci viene a fare la morale sulla salvezza del pianeta visto che anche movimenti politici vicini all’ideologia ecologista, in tempo di antenne 5G autorizzano sconsideratamente l’abbattimento degli alberi nei pressi dove verrà installata una di queste antenne.

La Direzione Regionale Sinalp

Dr. Andrea Monteleone

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