Correva l’anno 1935 quando lo zio dell’On. Marco Minniti (PD), il sottotenente Tito Minniti unitamente al sergente Livio Zannoni venivano abbattuti dalla contraerea etiope. I due, precipitati, spararono tutte le loro munizioni forse nel tentativo di morire combattendo. Il sottufficiale fu ucciso nella scaramuccia ma il sottotenente, catturato, fu decapitato e la testa infilzata in una lancia a mo’ di trofeo.

Quasi 100 anni dopo l’aeroporto di Reggio Calabria, a lui intitolato, è ed è stato preda di brutali assalitori che stanno per tagliargli nuovamente la testa annichilendolo nel suo bacino dell’utenza (poi si dice che attribuendo i nomi non si imprime un destino!!). Ed infatti il nostro unico aeroporto ovvero il “San Francesco da Paola”, ex aeroporto di Lametia Terme, essendo l’unico “MIRACOLATO” dalla politica calabrese che esclude dalle proprie attenzioni anche il S’Anna Pitagora di Crotone (evidente segno che S’Anna non ha le stesse doti taumaturgiche di San Francesco) incassa sempre più prerogative atteso che l’unica azienda che li gestisce è indigena di Lametia Terme e che è partecipata solo da quel comune e da quella Regione Calabria che NON RILANCIA PIU’ DA ANNI gli interessi degli altri due, concentrata com’è solo su quello di Catanzaro.

Va sottolineato che la gestione del Tito Minniti, negli anni del sindaco Falcomatà (padre) con 500.000 passeggeri anno, aveva surclassato quello di Lametia Terme che languiva. Per riprendere numericamente i clienti in quest’ultimo aeroporto è stata adottata la tecnica di una sorta di strangolamento delle altre due realtà regionali. Quindi una politica cieca, ingorda fac simile di quella risorgimentale dei Savoia oltre che incompetente, ha privato della comodità di linee aeree che partivano dal Tito Minniti gli abitanti di Reggio Calabria e di Messina e di quelli di Crotone ignorando che rilanciare tutti e tre è sviluppo strutturale regionale! Questa politica ha preferito perdere tutta l’utenza Messinese che trovava più comodo e vicino quello di Reggio Calabria in confronto di  quello Catanese, solo per dirottare passeggeri verso Lametia.

Ma senza guardare alle responsabilità altrui anche noi Reggini abbiamo messo del nostro infatti circa una quindicina di anni fa veniva erogata una cifra pari a 19 milioni di euro con i quali furono appaltati lavori di ristrutturazione dell’aerostazione, la gara fu vinta da un’impresa che patì procedimenti penali per mafia, i lavori si fermarono e da allora è rimasta la gru a perenne ricordo, in quanto non furono mai ultimati. I lavori eseguiti furono, oltre al posizionamento della gru, la demolizione di un immobile adibito a vani tecnologici ove c’erano caldaie ed impianti di areazione ed il generatore di corrente per una superficie di circa 500 metri quadri, attualmente infestata dalle erbacce, e sulla stessa posizione doveva essere costruita una palazzina a due elevazioni fuori terra da adibire ad uffici. Questo immobile serviva a contenere tutti gli uffici attualmente all’interno dell’aerostazione per poi rammodernarne l’attuale scalo. Il progetto avrebbe previsto l’imbarco dal primo piano piano e l’arrivo al piano terra così uniformandosi a tutte le altre aerostazioni. Saremmo curiosi di sapere se tutti gli importi impegnati nell’appalto, ormai fermo da una quindicina di anni fa, sono stati utilizzati o se sono stati accantonati o se per ipotesi destinati ad altri aeroporti per volere politico!!!!

Sotto il primo mandato di Oliviero furono stanziati un’altra decina di milioni di euro per il rilancio dei tre scali calabresi con destinazioni sia nazionali che europee soldi che, se non sbaglio, a Reggio Calabria non sono mai arrivati.

Si favoleggia che la Regione Calabria avesse messo a bando le rotte, con denari fruscianti, ma che ogni volta le gare per Reggio Calabria andavano deserte. Della serie che nessun aveva interesse a gestire voli in orari e direzioni non gradite alla clientela. Il bando curato dall’Enac prevedeva che le rotte messe in gara venissero coperte da finanziamenti regionali per due anni e che la compagnia aerea che se le aggiudicava si impegnava a garantire la copertura della tratta per altri due anni. Logicamente chi ha assegnato le rotte era sicuramente un grande esperto e conoscitore del territorio (?) infatti venivano agganciate su Reggio Calabria delle rotte inappetibili mentre su Lametia destinate quelle di maggiore affluenza. UN CASO!!! Nell’ambito di queste scelte “oculatissime” veniva anche smistato il futuro traffico europeo. Quindi quello, di grande interesse per i clienti del bacino reggino, ovvero diretto verso Londra veniva associato all’aeroporto di Lametia; mentre quello di assoluto scarso interesse, ovvero verso Parigi, veniva associata allo scalo Reggino, così logicamente l’interesse e la rispondenza del territorio era assolutamente minima. In questo tipo di scelte non si tiene assolutamente conto che Reggio Calabria richiede voli verso mete quali la Germania, l’Inghilterra e la Spagna ma chi ha indirizzato i bandi non le ha lontanamente proposte non avendo conoscenza nell’ambiente o comunque ignorando dati e statistiche. Quando negli anni passati sono state effettuate delle tratte verso queste destinazioni ambite i voli funzionavo alla grande, viaggiando sempre pieni, e si vedano anche le rotte interne verso Roma e Milano essere molto gradite dalla clientela. In buona sostanza chi dovrebbe gestire l’indirizzo economico dell’aerostazione è sordo alle esigenze del territorio!

Gli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone ad oggi sono assolutamente scollegati dall’Italia. Nel 1981 da Reggio partivano 5 voli andata e ritorno verso Roma e Milano quindi 100/110 passeggeri ad aereo partivano e tornavano tutti i giorni, ovvero 1000 persone circa si imbarcavano e sbarcavano. A questi voli si dovevano aggiungere quelli del pomeriggio Ad oggi lo stato dell’arte è di due voli al giorno uno per Milano ed uno per Roma logicamente in orari assurdi per la clientela. Infatti era abitudine dei reggini partire la mattina, sbrigare le faccende personali, specie a Milano ma anche a Roma, e rientrare la sera senza avere altri costi aggiuntivi di pernottamento visti che i biglietti erano già cari allora come lo sono tuttora.

Questo discrimine ha creato un costo ulteriore sulla clientela che se parte da Lametia Terme ha la possibilità di trovare orari confacenti e tariffe economiche vantaggiose perché abbinate a compagnie low cost mentre su Reggio Calabria l’unica compagnia ad atterrare è l’Alitalia, e non sappiamo neanche per quanto e se sopravvive. Inoltre questi voli, così poco utili alla clientela reggina, sono anche privi di coincidenze agli scali di arrivo.

Sfavorire gli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone equivale a ledere il diritto costituzionale nella cosiddetta “continuità territoriale” che è prevista dalla normativa europea e risponde ai principi costituzionali, tra cui l’articolo 3 della Costituzione il quale al secondo comma recita : “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà` e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese” ed ancora l’articolo 16 recita : “Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche . Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge”.

Massimo Cogliandro e Massimo Pennino

Partito del Sud

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