Intervista con Maurizio Baracco (Banco di Napoli): “Le start up innovative possono cambiare il Sud”

Maurizio Baracco

di Diletta Capissi

Il fermento nel campo delle start up innovative sembra delineare una nuova fisionomia del Sud. Ne è convinto il presidente del Banco di Napoli, Maurizio Baracco.

“E’ l’attuale passaggio storico che lo richiede. Di fronte alla tremenda crisi da affrontare abbiamo due alternative: o rendiamo competitive le nostre aziende, o ricreiamo l’ambiente adatto per far crescere le start up. Naturalmente per  alimentare il processo di crescita delle start occorrono ricerca e innovazione. Attenzione però: l’investimento in questi settori riguarda anche le vecchie imprese. Insomma dobbiamo fare presto per recuperare  competitività in un momento di crisi così delicato con l’obiettivo di favorire forme di cooperazione tra soggetti diversi. Questa è stata l’idea di fondo che ha visto lavorare assieme la Camera di Commercio, l’Università e il Banco di Napoli. Dunque non solo start up ma anche spin off start up” .

Tech Hub, ha selezionato, su circa 100 progetti, 25 start up innovative, il Banco di Napoli come pensa di accompagnare queste aziende nel loro processo di crescita dimensionale?

“Intanto va detto che il nostro Gruppo, Intesa Sanpaolo, ha creato lo scorso anno, a Torino, il Centro dell’Innovazione, un settore dedicato alla cultura dell’innovazione il cui sviluppo potrebbe portare anche a delle sedi distaccate, anche nel Mezzogiorno. Compito del Banco di Napoli è capire in che modo accompagnare al meglio imprese di questo tipo. La cosa più importante, considerato il Fondo di Garanzia  di cui tali aziende potranno usufruire, è accelerare tutti i tempi burocratici e poi seguirle sulla strada della capitalizzazione”.

Insomma ciò che sta prefigurando con queste iniziativa è un ritorno alla territorialità da parte del Banco di Napoli?

“La nostra presenza ed attenzione al territorio non è mai venuta meno. Il Sud  è una parte d’Italia dove, fortunatamente, di  idee ce sono molte e, di conseguenza, ci sono tante start up innovative. Il problema è quello delle risorse economiche e, in quest’ottica, fondamentale è la copertura del Mediocredito Centrale, prevista dalla legge 662, fino all’80% dell’esposizione”.

E’ soddisfatto del  lavoro fatto?

“Si, ma bisogna fare sempre di più. Le leggo una cosa divertente scritta da Einstein: “La crisi è la più grande benedizione per le persone e le Nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla”. Ecco questo brano mi sembra adatto !”

Per Tech Hub, la Camera di Commercio darà il contribuito in denaro alle sette start up che saranno selezionate. Che farà il Banco di Napoli?

“Tutti abbiamo l’obbligo di mantenere un rapporto paritario per i  costi. In alcuni casi si parla di denaro, in altri si può intervenire con assistenza, consulenza, formazione”.

E’ vero dunque che la crisi aguzza l’ingegno?

“E’ vero. Vale soprattutto nel turismo e nel settore dei beni culturali. Si è poco investito nella ricerca, nell’ innovazione e nella formazione. Senza questi tre fondamentali ingredienti  non si va da nessun parte”.

Ma rimane il problema di un più facile accesso al credito.

“C’è questa possibilità, come le dicevo, che mi sembra straordinaria, offerta della legge 662 che stabilisce una garanzia fino all’80% sui soldi che le banche danno alle imprese iscritte alla Camera  di Commercio con il requisito dell’innovazione. Anche noi abbiamo un problema nel senso che dobbiamo assolutamente accelerare i tempi. La burocrazia – che ha rappresentato e ancora rappresenta per il nostro Paese un ostacolo –  è una delle inefficienze fondamentali da superare”.

Presidente, cosa ne pensa della decisione del presidente della BCE, Mario Draghi?

E’ una decisione di grande coraggio anche nei confronti della Germania, rappresenta una rimozione di un ostacolo notevole. Adesso tocca  ai singoli Paesi fare la loro parte”.

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