Intervista con l’architetto Piras: “A Palermo il mio acquario diventerà un oceano di saperi…”

ettore pirasDI LAURA BERCIOUX

L’acquario di Palermo si farà. Il progetto è nelle mani creative del grande architetto Ettore Piras, che ci da alcune anticipazioni su quest’opera. Con Confindustria, aziende e fondi privati, l’Acquario sorgerà nella zona di mare cosidetta “La Bandita”, situata sul lungomare cittadino. L’Acquario, ovviamente, darà il via a una serie di strutture limitrofe e alla riqualificazione di questa parte di costa.
Piras, che ha diretto i lavori dell’Acquario di Genova di Renzo Piano e curato la parte creativa, ha recentemente progettato il Museo dell’Acqua costruito in Paraguay. Un progetto, quello dell’acquario di Palermo, di 50 milioni di euro che, una volta partito, sarà rrealizzato in 18 mesi.

Architetto, come sarà l’acquario di Palermo?

“L’acquario nasce grazie alla volontà di imprenditori molto illuminati che credono in questo progetto di rinnovamento di una parte di Palermo. Ma sarà anche un attrattore turistico che avrà effetti positivi non solo per la Sicilia ma per l’intero Mezzogiorno. Non a caso lo abbiamo chiamato Parco del Mare o Oceano del Mediterraneo: nel prossimo futuro potrà diventare un punto di riferimento internazionale anche dal punto di vista scientifico. L’anno scorso ho consegnato un progetto finanziato dal governo del Paraguay “Museo de la Aguas”, realizzato nel lago più grande al mondo, dove sorge la più grande diga di energia idroelettrica al mondo: i primi sei mesi abbiamo esclusivamente pensato a come questa nuova struttura di attrazione turistica e scientifica impattava nel territorio. Da questo punto di vista, Palermo vuole giocare un ruolo da protagonista”.

Ma come dobbiamo immaginarci Palermo con vista sull’acquario?

“Non mi piace neanche chiamarlo Acquario: preferisco pensare al mondo dell’acqua. Anche perché daremo moltissimo spazio, con importanti identità scientifiche, a questo settore. Sicuramente ci saranno delle grandi vasche. Ma soprattutto vogliamo che sia un grande spazio educativo a tutti i livelli dove il visitatore in un ora e mezzo-due, possa uscire appagato portando con sé alcuni messaggi-chiave: l’importanza del futuro di questo pianeta, della necessità di nutrirsi di cose sane come il pesce e salvaguardare l’ambiente marino. Avrà una immagine molto semplice, non dirompente, sarà leggera e non impatterà sull’ambiente e sullo skyline. Sarà su più livelli, con movimenti interni particolari in funzione al percorso di visita. Come già ho sperimentato alla Aguas, questo Acquario sarà un luogo totalmente accessibile per i visitatori: non ci saranno ascensori dove la pendenza massima sarà del 5% così i bambini, le signore con i tacchi, i diversamente abili e ai bimbi di 95 anni percorreranno serenamente l’acquario. Ci saranno librerie sul tema. La vasca più grande sarà quella dedicata alle specie mediterranee. Poi coinvolgeremo le scolaresche per il nome da dare all’Acquario. Sarà un viaggio intorno alle acque del pianeta, comprendendo tutti gli oceani e i tributari degli oceani che sono i fiumi”.

Che parte hanno le Amministrazioni?

“L’amministrazione comunale, con Orlando, si sta muovendo sullo studio del porticciolo della Bandita in modo tale che questo possa garantire la Metropolitana del Mare: questo luogo potrà diventare anche una base nautica per andare alle isole. In futuro coinvolgeremo giovani architetti, ingegneri, geologi siciliani così come ho fatto per il progetto del Museo de las Aguas dove hanno lavorato 20 giovani architetti che hanno partecipato effettivamente al progetto con grande entusiasmo”.
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