Tra qualche giorno, il 21 novembre, compie quattro anni ma a dispetto dell’età, diciamo anagrafica, il Centro Olimpo di Palermo, centro commerciale che si trova a Partanna Mondello, a metà strada tra la borgata alto borghese di Mondello e la suburba del quartiere periferico dello Zen, è già grande. Perché grande è l’impresa fatta dai soci della cooperativa che nel 2004 si sono messi in gioco con il primo esperimento di workers byout in un’azienda sequestrata, oggi presente nella classifica «Leader della crescita» stilata da Il Sole-24Ore e Statista.

I 34 lavoratori, che hanno creato la cooperativa Progetto Olimpo, a suo tempo sostenuti dalla Filcams Cgil e da Legacoop sono tutti ex dipendenti dello store Centro Olimpo che si trovava in quell’immobile di seimila metri quadrati a loro assegnato e appartenuto alla Romana Costruzioni. Sulle ceneri dello store, ottenuta l’affitto del ramo d’azienda dalla curatela della K&K (controllata di Aligrup) fallita nel 2012 e anch’essa sottoposta a provvedimento di sequestro, i lavoratori hanno riaperto le saracinesche: è rinata così una struttura affiliata al gruppo Ergon con le insegne di Eurospar e hanno riaperto anche alcuni negozi.

In quella iniziativa i lavoratori hanno investito 550 mila euro provenienti dall’indennità di mobilità, hanno ricevuto un finanziamento di 250mila euro da Coop fondi e una partecipazione di Cfi (Cooperazione finanza impresa) che gestisce il Fondo rotativo istituito dalla Legge Marcora.

Quella che sembrava una scommessa è stata ampiamente vinta: nel 2016 la cooperativa ha raggiunto i dieci milioni di fatturato che era l’obiettivo di target da centrare, nel 2017 è andata ancora meglio e punta a chiudere il 2018 ancora in crescita. Una crescita cui è corrisposto in questi anni l’aumento della forza lavoro: «Abbiamo assunto – racconta l’amministratore della cooperativa Gaetano Salpietro – 16 persone, tutti giovani e molti specialisti di cui avevamo bisogno nei vari reparti».

In questi quattro anni sono stati anche fatti investimenti per migliorare la qualità della struttura e soprattutto per abbattere i costi: come l’impianto fotovoltaico. E altri investimenti sono in cantiere. «Abbiamo già pianificato la spesa per i lavori che intendiamo fare al cosiddetto “piano -1” – racconta ancora Salpietro – : il progetto è quello di aprire un grande negozio di elettronica. C’è necessità di ristrutturarlo poi vedremo: l’idea può anche essere quella di subaffittarlo. Per noi si tratta di un investimento importante per rendere questo immobile competitivo: spenderemo almeno mezzo milione di euro». E si tratta di una ulteriore tappa di un percorso: «Si può fare certo di meglio nel tempo se si riesce a capire quali sono le debolezze. Noi sapevamo che questo luogo aveva grandi potenzialità e siamo riusciti nell’impresa sottraendolo agli appetiti e agli interessi che c’erano» conclude Salpietro che oltre a essere l’amministratore è anche l’anima di questa cooperativa, un po’ per la sua precedente esperienza nel gruppo poi fallito un po’ per le sue competenze da laureato in economia e commercio.

Fonte. Sole 24 ore