Il ritorno di Berlusconi, attacca Napolitano e rassicura i fedelissimi: non sono un rottamatore

Conquistare la maggioranza in Parlamento, per poter cambiare la Costituzione e fare le riforme. È questo l’obiettivo che Silvio Berlusconi affida al popolo di Forza Italia. C’è una “lungimirante follia” da perseguire, aggiunge citando Erasmo da Rotterdam, e cioè quella di convincere 24 milioni di elettori ad affidare la propria preferenza al partito. Da qui la necessità di una vera e propria campagna “porta a porta” affidata ai 12mila club Forza Silvio che devono nascere e radicarsi sul territorio (e che si chiamano così a sostegno del loro leader, vittima di “una persecuzione senza precedenti”). Dal palco di Cagliari, dove partecipa a una manifestazione a sostegno di Ugo Cappellacci, candidato governatore del centrodestra, Berlusconi guarda soprattutto alla politica nazionale, forte del recente accordo sulla legge elettorale trovato con il segretario del Pd Renzi (al quale fa pervenire gli “auguri di poter mantenere una maggioranza nel partito” così che “si possa andare avanti sulla strada intrapresa”). “Mettiamo da parte questa legge, per altro distrutta dalla Corte Costituzionale, e facciamo una nuova legge elettorale” dice ancora l’ex premier, che da un lato difende l’accordo raggiunto, dall’altro non rinuncia a una stoccata ai partiti più piccoli e al Colle. L’intesa con il Pd prevedeva all’inizio la soglia del 35% per il premio di maggioranza, ma “fatta la legge i piccoli partiti si sono scatenati” e “hanno ottenuto, con l’aiuto del capo dello Stato, che la soglia salisse al 37%”. Un risultato, ques’ultimo, “impossibile” da raggiungere e così in caso di voto “i primi due partiti”, FI e Pd, andrebbero al ballottaggio.

Una soluzione che, ha argomentato Berlusconi, penalizzerebbe proprio il suo partito visto che “i grillini  voterebbero per il Pd”. Che strada di uscita c’è? “Che noi dobbiamo vincere con più del 37%. E sono convinto che nel nostro Paese esiste questa possibilità” scandisce lanciando un piano per la conquista degli elettori. I club non dovranno solo contattare e convincere gli “indecisi, i distratti i grillini delusi e scontenti”, ma dovranno anche essere “sentinelle del voto” per evitare brogli e dare vita a una “rete” di assistenza sul territorio per chi ha bisogno, “per chi non arriva alla fine del mese” o “per le vittime della giustizia”. Secondo il Cavaliere “ci sono 24 milioni di elettori da convincere”. Un obiettivo ambizioso, forse una “follia” ma, dice “sono un cultore di Erasmo da Rotterdam” e cita: “Le decisioni più giuste non derivano dalla razionalità ma da una visionaria, lungimirante follia”. Forza Italia si prepara dunque alla sfida elettorale con una grande opera di organizzazione sul territorio. E nessuno dovrà sentirsi escluso, anzi “rottamato”.

“Non vogliamo rottamare nessuno perché se c’è qualcuno che negli oltre 50 anni della sua carriera imprenditoriale e politica ha sempre avuto rispetto di tutti i suoi collaboratori e amici, quello ha il mio nome”. Berlusconi, che bolla come “stupidaggini” alcune ricostruzioni di stampa nega che nel partito ci sia “maretta” per l’arrivo di Giovanni Toti. “È venuto per amor mio ma voglio precisare che non siamo due gay” scherza commentando il passaggio del giornalista da Mediaset al partito come consigliere politico. E dopo una carrellata sui risultati dei suoi governi, con “42 riforme fatte” e una “straordinaria politica estera” enuncia quanto è rimasto fuori: una “riforma del lavoro”, che guardi soprattutto ai “giovani”. Lo stop a “un’oppressione fiscale” che è tale non solo “per entità” ma per “il modo” con cui viene portata avanti dallo Stato. E poi “c’è una riforma che grida vendetta per non essere stata fatta: la riforma della giustizia”. Ma è un Berlusconi molto fiducioso di poter raggiungere anche questi obiettivi: in fondo, conclude con una battuta, invitando le ragazze a mettergli “le mani addosso”, sul viso: “Qualche ruga c’è ma i miei 80 anni li porto bene…”.

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