Questi due anni di covid-19 hanno segnato il mondo intero, aggravando una crisi che già dal 2008 aveva messo in ginocchio l’economia mondiale e a pagarne lo scotto maggiore sono state le ultime generazioni rimaste senza una prospettiva di futuro. Giuseppe Sciarra, classe 1983, foggiano ma romano d’adozione, con una laurea in letteratura musica e spettacolo fa parte di quella generazione a cui la crisi economica ha rubato tutto, anche i sogni. Ha sempre scritto e fatto cinema da indipendente ma senza grossi risultati con la consapevolezza che per l’epoca in cui viveva prima si rimboccava le maniche e meglio era.

Il suo nome non compariva su google e non circolava tantomeno nei festival, poi un bel giorno è arrivato il covid cambiando radicalmente le vite di tutti. In piena pandemia Sciarra da regista sconosciuto grazie al successo improvviso di un corto “Venere è un ragazzo” si ritrova d’un tratto al centro dell’attenzione mediatica e inizia anche ad andare nei festival cinematografici vincendo dei premi. Poi gira un reportage sui lavoratori dello spettacolo “S.O.S Sold out?'” con il regista Andrea Natale ottenendo ulteriore successo sul web e dando voce a tutta la manovalanza del mondo della cultura sulla difficile situazione di cinema, teatri, sale da concerto e musei.

Da questo momento in poi escono numerosi articoli su altri suoi lavori, da “Ikos” con Edoardo Purgatori in cui Sciarra denuncia la propria esperienza col bullismo a “Il Terzo Occhio” realizzato con gli studenti del Cintv Roberto Rossellini e incentrato sulle opere del pittore Lorenzo Attolini per poi passare a “Santità” un’originale commistione di video arte e cinema che ottiene varie recensioni. e il plauso di molte testate.

Sciarra e Natale stringono anche una collaborazione con il regista teatrale e scrittore Ennio Trinelli con cui realizzano una docuserie per adesso top secret in cui hanno realizzato una serie di interviste a personaggi di spicco del mondo della politica, del giornalismo e della cultura italiana e mettono inoltre in cantiere un documentario su Gianni Improta ex campione del Napoli. Il risultato ha forte eco mediatico e il regista foggiano si trova googlizzato ovunque. Un successo sorprendente che fa riflettere sulle possibilità che il web può offrire ai giovani artisti di farsi conoscere soprattutto in un periodo come questo, in cui la pandemia ha messo in ginocchio molte persone ma ha spinto altre a rimboccarsi le maniche e a reagire.

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