Questo racconto evidenzia che non sempre bisogna forzare gli eventi. E’ possibile che qualcosa accada. Si desidera un cambiamento? Le cose devono andare. Si lascino andare…

Francesca stava rispondendo su messenger ad una richiesta di amicizia. Un signore le aveva scritto: “Buona serata. Che fai?”.

Lei aveva risposto: “Ho smesso da poco di lavorare e sto guardando la televisione”.

“Hai tempo per scrivere? Vorrei conoscerti…mi chiamo Enrico”.

“Che lavoro fai nella vita?”.

“Sono un medico generico e ho duemila pazienti”.

Francesca: “Un medico che chatta su messenger…mi sembra una esagerazione. Non hai il tempo di uscire?”.

“Di solito, dopo le ore allo studio e le visite domiciliari, non ho molto tempo. Sono solo e ho divorziato da anni”.

“Ora ho da fare. Ciao”.

Francesca aveva interrotto la chat. Era interessante Enrico: la foto del profilo facebook, ritraeva un uomo con gli occhi azzurri. Poteva anche essere un profilo falso…ma era carino.

Una sera era arrivata la notifica su messenger e Enrico era in linea.

Scriveva: “Ciao, come stai?”.

“Bene. Che fine hai fatto?”.

“Vogliamo vederci? Mi presenterò con un giornale sotto il braccio…”.

“Dove?”.

“In quella caffetteria in via Dante, va bene?”.

Francesca si era sistemata in un angolo riparato dove poteva non essere osservata. Vide un signore con un giornale che si guardava attorno. Era veramente bello, con quegli occhi azzurri…

“Ciao, io sono Enrico”.

“Io Francesca…”.

Era iniziata una forma di conoscenza, la piazza virtuale era diventata reale. E come i risvegli in primavera sono dardi complici e teneri, così dei sentimenti potevano fiorire.

Enrico le raccontò: “Ho lasciato mia moglie perché ho scoperto che aveva una relazione. Non avrei mai voluto la fine del mio matrimonio. Ma non la volevo più”.

Tutto doveva proseguire. Le premesse erano convincenti….

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