Il coraggio di andare via…

Sono in vacanza in Calabria…nella Calabria tirrenica. Ho prenotato da mesi e dovevo venire con Lucia. Dovevo. Tre giorni fa, Lucia mi ha telefonato.

“Ciao, Emilia. Non posso venire con te per una settimana. Il capo, sai, la Dirigente non mi ha concesso i giorni di ferie. Una settimana prima avevo citato questi giorni ed ho redatto anche una richiesta scritta. Me li ha negati, quella arpia. Le donne quando occupano posti dirigenziali sono dei serpenti a sonagli: questa signora pratica vendetta con tutti i colleghi. E poi, non ha nessun freno nel rimproverare persone che sono sui sessanta anni e che si avviano verso l’età per andare in pensione”.

“Mi dispiace. Io partirò comunque. Non rinuncio. Il Covid non può limitare la mia vita. Io vado”.

“Fai bene. Meriti questa vacanza. Hai lavorato parecchio. A presto!”.

E mi ritrovo in un albergo sul mare. Un albergo che si chiama “Il riposo del guerriero” e fa al caso mio. Ho avuto un periodo frenetico di lavoro.

Giorni in cui ho dovuto consegnare dei documenti richiesti con celerità…non ho avuto a volte il tempo di mangiare un tramezzino. Giorni in silenzio dietro il monitor di un computer a contare attimi, parole da presentare.

Avrei desiderato un luogo da vivere. Avrei catturato la sabbia del mare in una mano. E ora sono in questo posto. Ho i piedi in acqua. Gioco e schizzo ovunque. Sono una Emilia che corre come una bambina felice. Vedo un pesciolino che guizza e sembra sorridermi.

Mi sorride anche il sole che si posa dolcemente sui miei capelli. Che gioia essere qua!

Lontano da un’arcigna signora che ordina come una voce metallica che stride in una catena di montaggio.

“Desidera la cena in camera?”.

Nella hall il portiere più che chiedermi, sembra darmi un ordine. In questo mondo pandemico, la cena è preferibile consumarla in camera.

“Preferisco la cena in camera, grazie”.

Sto gustando un risotto e il cellulare mi sorprende.

Marco mi dice: “Emilia dove sei? Ti ho cercato ovunque. Ho citofonato a vuoto. Sei scappata…”.

Ed io: “Non sono scappata. Sono in vacanza. Ho ripreso la mia vita. E posso sparire quando voglio. Ora sto cenando. Ciao”.

Ho deciso di andare via. Non tornerò più in quel luogo di lavoro. Ho messo da parte del denaro. Sono senza problemi economici. Che torno a fare dove c’è quella dirigente paragonabile ad una belva feroce? Dopo questa vacanza calabrese…andrò via dall’Italia.

Rosa Mannetta

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