Il discorso di fine anno di Mattarella: auguri a tutti, anche agli immigrati. Per il Presidente la sicurezza nasce dalla comunità e non dall’odio

“Basta odio e timori, c’è bisogno di comunità”. Nel messaggio di fine anno, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, preme sui valori della convivenza che – dice – danno maggiore sicurezza. Non a caso, gli auguri per gli italiani sono estesi agli immigrati. Sicurezza e convivenza sono le parole chiave del discorso. Che è stata anche l’occasione per tornare sul via libera in extremis alla legge di bilancio. Un messaggio di fiducia nell’Italia del capo dello Stato, ma anche un monito al mondo politico in queste giornate intense dell’approvazione della legge di bilancio. E’ stato evitato l’esercizio provvisorio e la procedura di infrazione dall’Europa. Ma ora servono atti concreti: la grande compressione dell’esame parlamentare e la mancanza di un opportuno confronto con i copri sociali, richiedono adesso una attenta verifica dei contenuti del provvedimento.

Mattarella si rivolge soprattutto ai cittadini e in epoca di social non considera il suo intervento formale. C’è bisogno di unità, ma anche di rispetto reciproco. “La sicurezza parte da qui, da un ambiente in cui tutti si sentono rispettati e rispettino le regole del vivere comune”. L’Italia che ricuce e quella che Mattarella preferisce quando parla di solidarietà e maggiore sostegno delle istituzioni al terzo settore. E punta l’indice sulla manovra che invece ha fortemente penalizzato il volontariato, parlando di una vera e propria “tassa sulla bontà”.

Molte le questioni da risolvere, dal lavoro al debito pubblico fino al deterioramento delle infrastrutture e al recupero della competitività. Non servono ricette miracolistiche ma risultati concreti e competenza.

Nell’anno del voto europeo, poi, l’augurio del presidente è quello di una campagna elettorale serena con un confronto serio sul futuro e con un’Italia autorevole.

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