Alessandro Corti

C’è qualcosa che non quadra se i prezzi delle materie prime continuano a calare a livello mondiale mentre le bollette di luce e ga, in Italia, aumentano. La brutta sorpresa è stata annunciata ieri dall’Autorità per l’energia. E poco importa se a renderla meno amara sia stata la decisione del governo di congelare l’aumento delle accise sulla benzina. Per le famiglie resta l’effetto, pesante, di una nuova stangata proprio al ritorno dalle vacanze, secondo un copione che in Italia è ormai consolidato.

Le cause di questo ennesimo aumento, che interrompe, per la verità, una serie positiva di ribassi, sono molteplici. Per l’elettricità l’elemento determinante è stato il boom dei consumi generato da un’estate particolarmente calda. Oltre agli incentivi, pagati in bolletta, per rendere più efficienti i consumi e sviluppare l’energia pulita. Per il gas, invece, i rincari sono stati causati anche dall’avivo di una riforma che dovrebbe dare i suoi effetti positivi nel medio periodo.

Al di là delle cause resta però un dato di fatto: proprio nel momento nel quale la strategia del governo è finalmente orientata verso la crescita dell’economia e il rilancio dei consumi, l’aumento delle tariffe va in una direzione completamente opposta. Finendo per pesare in maniera traumatica sulle buone intenzioni dell’esecutivo. Il tutto, poi, alla vigilia della Legge di Stabilità, nella quale dovrebbe essere inserito il primo capitolo dell’ambizioso programma di riduzione delle tasse annunciato da Renzi.

Ancora una volta sembra mancare un disegno unitario e coerente di politica economica. E, ancora una volta il Paese paga tutto il prezzo di una politica energetica che ci rende particolarmente fragili rispetto ai mercati mondiali e non ci consente neanche di incassare quel dividendo legato al record negativo del prezzo del greggio.

Il risultato è che il nostro costo dell’energia è ancora mediamente più alto rispetto ai nostri diretti concorrenti. Mentre sulle bollette di luce e gas pesano componenti che poco hanno a che vedere con le dinamiche del mercato e che sono determinate soprattutto dall’inefficienza del nostro sistema sia di approvvigionamento che di distribuzione.

Eppure è illusorio pensare di rilanciare i consumi e iniettare una nuova dose di fiducia nel sistema se con una mano si tenta di ridurre le tasse e con l’altra si aumentano le tariffe. In questa fase così delicata della congiuntura economica, con una ripresa che si presenta ancora piuttosto fragile, i rincari di luce e gas non sono certo un buon segno. E, soprattutto, non sono coerenti con la necessità di rilanciare con decisione il mercato interno proprio nel momento in cui a livello internazionale sta tornando a soffiare il vento della crisi.

Fonte: L’Arena – Brescia Oggi – Giornale di Vicenza