La storia esemplare di Sabina Romano

Quando un portachiavi riesce a cambiare una vita. Potrebbe essere questo il titolo da attribuire alla storia imprenditoriale di Sabina Romano, che ha trascorso gli ultimi cinque anni a rincorrere un sogno e a realizzarlocon caparbietà. Sì perché è da un portachiavi che nasce la sua idea, poi divenuta progetto, infine diventata impresa: la Romano GioielliSabina ha appena trent’anni ma è già un esempio di come una passione possa essere tramutata in una attività che produce reddito. “Perché la felicità per me – aggiunge – consiste in questo: fare le cose che ami.”

Appena cinque anni fa lei si occupava di tutt’altro. In un lustro ha messo su un invidiabile catalogo di gioielli. Come nasce il suo percorso?

Tutto risale infatti al 2018. E’ l’anno in cui feci realizzare da un artigiano orafo un gioiello personalizzato per un regalo su disegno fatto da me. Raffigura due persone che parlano con un telefono senza fili, recante sul retro la scritta “Ca Maronnt’accumpagn”. Era dedicato a un amico che di lì a poco sarebbe partito.

Beh regali ne facciamo tutti. Bon è abbastanza per far scattare un percorso imprenditoriale, non crede?

Le spiego. Fu tale e tanta l’emozione a vederlo fra le mani realizzato come oggetto prezioso che da quel momento ho cominciato a pensare che avrei potuto condividere con altre persone le mie sensazioni…”. E che avrei potuto farlo creando una linea di gioielli tutta mia.

Qual è a sua giudizio l’elemento distintivo chcaratterizza la sua azienda? 

Anzitutto il fatto che non ho messo su l’impresa al solo scopo di vendere gioielli semplicemente, ma con l’intento di trasformare i sentimenti dei clienti in oggetti che sfidano il tempo, fotografano paragrafi di vita, raccontano qualcosa di noi.

Facciamo un passo indietro. Che studi ha fatto? Glielo chiedo per sapere se c’è un insegnante che le ha ispirato la strada da intraprendere…

Mi sono diplomata in ragioneria all’istituto Nitti. La curiosità per il mondo orafo nasce dalla curiosità, dalle esperienze di vita e più che altro da mio padre che, pur non essendo orafo, aveva concretizzato un percorso professionale nel campo del commercio. Io stessa, prima del grande passo, ero una semplice cassiera, ma in zona… Borgo Orefici di Napoli

Negli anni di gioventù ha avuto qualche sentore della sua inclinazione orafa?

Direi di no. La mia passione è nata in un secondo momento. E, come ho detto, “galeotto” fu il portachiavi per l’amico in partenza.

Quali difficoltà ha trovato agli esordi dell’attività d’impresa e come li ha superati?

Devo dire che le criticità da affrontare non sono state poche. Anzitutto prima di cominciare ho studiato molto il settore e tutt’ora proseguo nell’approfondimento degli strumenti e delle opportunità del marketing digitale. Ho dovuto consolidare il team di fornitori giusti, gli orafi di fiducia, tenendo d’occhio i budget limitati investiti in vari settori. In realtà era presente negli intendimenti anche una certa quota di azzardo, visto che partivo da zero in un mondo a me pressoché sconosciuto.

Dove si immagina tra dieci anni? Fino a che punto si vuole spingere con l’attività? Ha già piani a più lungo termine?

Immagino di aver sviluppato tra dieci anni più shop on line e magari, perché no, un negozio reale all’estero. A New York, ad esempio, oppure a Valencia. Confido di riuscirci perché mi affido a persone competenti nei vari settori: dalla vendita all’ingrosso alla incisione con taglio al laser, dal pulitore al gemmologo.

Immagini di essere davanti al sindaco di Napoli: che cosa direbbe a ciascuno dei tre?

Al sindaco direi di organizzare un maggior numero di eventi dedicati ad esaltare le risorse dell’artigianato napoletano, magari con appuntamenti fieristici specifici dove anche noi che proponiamo il prodotto on line possiamo avere l’occasione di mostrare cosa facciamo a un pubblico più vasto.

E al presidente della Regione De Luca?

Creare iniziative regionali rivolte ai giovani, utilizzando i fondi regionali per la riqualificazione delle attività commerciali, per la promozione del commercio elettronico, intervenendo sul territorio cittadino per la valorizzazione del Borgo Orefici.

Infine al ministro dello Sviluppo economico Giorgetti?

Dia la possibilità anche a noi che svolgiamo commercio on line di ricevere fondi da investire in pubblicità e marketing.

Ha un obiettivo di lungo termine? Ci ha mai pensato?

Vorrei poter dire, alla fine della carriera, di essere stata d’ispirazione alla mia generazione esortandola a comprendere che la felicità sta nel fare le cose che ami.

Diamo un occhio alla sua collezione. Quali sono i gioielli a cui è più legata?

E’ difficile dirlo perché è difficile scegliere.

Proviamoci

Direi il Cuore portafoto, che è poi un ciondolo. Escapulario è una collana realizzata traendo ispirazione dalla collana scapolare della Vergine del Carmine che per trdizione si regala alla prima comunione come simbolo di devozione: un pezzo che può essere personalizzato a piacimento, con frasi, date, disegni. Poi c’è l’ultimo nato della casa Romano Gioielli.

Dica pure.

E’ l’Anello Sii Libera, un micro gioiello dalla linea morbida e raffinata realizzato con pietre semipreziose, ad esempio topazio azzurro, iolite, peridoto, ametista e zircone bianco. Ognuna di queste pietre viene utilizzata anche in cristalloterapia, ciascuna con una funzione specifica.

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