Filippo Lo Iacono, il verismo della visione

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Il panorama dell’arte italiano si arricchisce di una presenza importante, rimasta fino ad oggi quasi sconosciuta, con la figura di Filippo lo Iacono, pittore palermitano, che con audacia e maestria, ha dato vita a numerose opere caratterizzate da scelte meditate e personalissime.

Animato dalla curiosità intellettiva, dalla passione per l’arte, dal catarsi davanti alla bellezza della natura, l’autore riesce a cogliere l’attimo irripetibile degli avvenimenti, delle sfumature dei colori e delle emozioni e trasportarle su tela, trasmettendo al pubblico sensazioni visive di luoghi e paesaggi unici.

La pittura di Lo Iacono appare improntata sul lirismo dei chiaroscuri, sentiti come espressione di un raccoglimento meditativo che si mantiene a livelli elevati senza mai scadere di tono, e, a sua volta, percorsa dallo stesso senso atmosferico, impalpabilmente luminoso. I colori sono a volte chiari e decisi, a volte indefiniti e indefinibili: i bianchi appaiono sporchi e gessosi e gli impasti sono formati dall’accostamento di brevi decise pennellate di tono diverso e da un uso della velatura.

Il frazionarsi della forma in vibrazione luminosa può apparire, a prima vista, simile a quello degli impressionisti, ma, in questi dipinti traspare il “verismo della visione”, in quanto l’autore si pone attento allo spettacolo naturale estasiato dalla bellezza degli scorci della sua terra amata.

L’arte di Lo Iacono riflette l’epoca nostra, quel che succede moralmente nella vita, scoprendo che la bellezza della natura è la sola cosa che può dare la serenità, la speranza e la forza per i dissidi che affliggono la vita dell’uomo.

Insignito da numerosi riconoscimenti, l’artista siciliano si pone all’attenzione della critica non solo per i soggetti trattati ma per la ponderata attenzione alla luce e al colore delle opere, mai introdotte in senso teorico e astratto ma solo frutto di intuizione emotiva di ciò che lo spettacolo naturale offre all’occhio che sa osservarlo.

 

 

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