Emergenza rifiuti a Palermo, in campo anche la Procura

Emergenza rifiuti a Palermo, in campo anche la Procura

L'emergenza rifiuti a Palermo

di ANGELA JOLANDA

E’ arrivata  la procura per l’emergenza rifiuti a Palermo. Palermo, invasa dai turisti che registra il boom di presenze per il lungo ponte di Pasqua, mostra la faccia più sporca, quella dell’immondizia che campeggia da giorni in ogni strada del centro. I turisti zigzagando tra i rifiuti per visitare le bellezze della città, sono andati via con la solita cartolina di un meridione perdente. Abbandonato a se stesso dove anche il neo Governo Renzi, non guarda con politiche forti e coese. Così scende in campo la Procura con un provvedimento a firma del procuratore aggiunto Dino Petralia e del procuratore capo Franco Li Voi: un fascicolo aperto per l’indagine ricognitiva dopo il battage mediatico di questi giorni. L’emergenza rifiuti cristallizza un’emergenza lavorativa con i lavoratori e i sindacati della Rap, l’azienda che gestisce i rifiuti, tra rivendicazioni interne e malcontento oltre i rischi igienico sanitari denunciati dagli stessi lavoratori. Un’azienda che tende a vacillare, secondo i dipendenti della Rap.

Poi la lettera ai cittadini di Orlando dove il Sindaco denuncia un sistema crmininogeno nella raccolta dei rifiuti e che, con il Presidente della Rap, Sergio Marino, sarà convocato in Procura. Molte assemblee che hanno paralizzato il servizio in molti quartieri della città. Le discariche a cielo aperto a Palermo le incontri ovunque: in Via Leonardo da Vinci dove trovi anche mobili e topi indisturbati, la gente si ribella, il cattivo odore è insopportabile. Cosa diceva Orlando in quella lettera ai cittadini ? Diceva questo: “Incomprensibili gli atteggiamenti e i comportamenti di alcune organizzazioni sindacali che hanno dichiarato lo stato di agitazione, e poi non si sono presentate all’incontro con la dirigenza Rap. Nessun dialogo potrà avviarsi, se non si mette al primo posto l’obiettivo di una città pulita e decorosa e a quei sindacalisti che ostacolano un processo di riorganizzazione aziendale ineludibile dico che i cittadini hanno diritto di conoscere chi e quando pulirà le loro strade e che i cittadini hanno diritto di non assistere più ai frequenti atteggiamenti di taluni operatori che non fanno il proprio dovere”.

Il Sindaco Orlando ritorna sul passato e sulla cattiva amministrazione “Sprechi, ruberie e falsi in bilancio degli amministratori del tempo, spesso tra complicità, acquiescenze e comportamenti irresponsabili di taluni sindacalisti e dirigenti, hanno decretato il fallimento dell’Amia, gettando Palermo nel caos dei rifiuti e i lavoratori nella prospettiva della disoccupazione. L’amministrazione comunale ha provveduto a risolvere la situazione di emergenza, dando vita ad una nuova società (la Rap). L’azienda gode di una condizione di equilibrio finanziario e sta dotando il servizio di attrezzature e mezzi che erano scomparsi nella voragine del fallimento”. La replica dei sindacati, che faranno una conferenza stampa in settimana e che sostengono che la città era sporca già prima delle loro assemblee, non ha fatto sconti “A chi pensa di imbavagliare il diritto dei sindacati di tutelare i lavoratori, con le minacce più o meno velate o con la riproposizione della solita solfa populista arricchita da una variegata aggregazione di episodi, omini e anche epoche differenti fra loro, utilizzati al solo fine di apparire come unici depositari della verità, non ci preoccupa. Continueremo a richiamare alle loro responsabilità, coloro i quali non si preoccupano minimamente di migliorare le condizioni di sicurezza dei lavoratori, di tutelare la loro salute, di consentirgli di svolgere il servizio con mezzi che non siano tenuti in piedi dal ferro filato, tutti fatti documentati da foto. Amia è fallita perchè i comuni e gli Ato della provincia che conferivano a Bellolampo non hanno versato 80 milioni di euro, è fallita perchè l’amministrazione comunale di allora impose la cessione di alcuni dei servizi ad altre aziende della sfera comunale, senza preoccuparsi di garantire se tutto ciò rompesse l’equilibrio economico-finanziario dell’Amia”. Intanto i cumuli crescono, i lavoratori denunciano e i topi…ballano.

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