disoccupati bros

Preoccupa il livello di disoccupazione che arriva al 12,9%. Ad allarmare è soprattutto quella giovanile che supera ormai il 42,5%. Dati definiti “allucinanti” dal premier Matteo Renzi che, nel corso della cerimonia di giuramento dei sottosegretari, ha promesso di varare al più presto il Jobs act. “. E’ la priorità. Entro 15 giorni metteremo in campo la proposta sul lavoro che è molto urgente non solo perché ci è chiesta dalle istituzioni internazionali ma perché ci viene chiesta da quel 12,9% di disoccupati” ha spiegato il presidente del Consiglio che ha sottolineato la “terribile situazione” in cui vivono non solo “i giovani ma anche i cinquantenni che hanno perso il lavoro e non riescono a ritrovarlo”. Il Jobs act, presentato da Renzi lo scorso gennaio al Pd, contiene una serie di misure che vanno dal contratto di inserimento a tutele crescenti fino all’assegno universale per disoccupati. Il pacchetto chiama a lavorare a tappe forzate sia il ministro dell’Economia, che dovrà reperire i fondi compresi quelli per il taglio delle tasse sul lavoro e il pagamento dei debiti della Pubblica amministrazione, sia quello del Lavoro.

Poletti dovrà dar forma al nuovo contratto di inserimento che dovrebbe prevedere la sospensione dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori nei primi anni, a cui si oppone la Cgil, ma soprattutto dovrà fare i conti con la scarsità di risorse da reperire per garantire il sussidio di disoccupazione che è uno dei tasselli della riforma degli ammortizzatori sociali. Il Naspi, cioè il nuovo Aspi prodotto dall’ex ministro Fornero, varierà dai poco più dei mille euro al mese ai 700 e spetterà per almeno due anni a tutti coloro che perderanno il posto di lavoro dopo almeno tre mesi di occupazione. Inoltre sarà accessibile per la prima volta anche ai precari. Ma di finanziato e dall’Europa per un miliardo e mezzo al momento c’è solo il Piano garanzia giovani già avviato dall’ex ministro Giovannini che offre occasione di formazione e tirocinio ai ragazzi al di sotto dei 25 anni che hanno perso un lavoro o hanno finito gli studi da quattro mesi. Potranno iscriversi a un sito creato ad hoc ed essere impiegati sia nei servizi pubblici che dal servizio civile come vorrebbe il ministro Poletti.