Elogio del libro, che ci allunga anche la vita…

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B S Aliberti Borromeo

Inutile negare l’importanza di tablet computer e della loro rapidità con cui ci trasmettono informazioni con validità e attendibilità, eppure il caro vecchio impolverato libro continua ad affascinare numerose persone. Questo forse perché la lettura consente il tempo di introiettare i sentimenti che provengono da una poesia o da una pagina di un romanzo: ciò stimola la mente, spinge alla riflessione dando il tempo di consolidare, condividere o meno i pensieri dell’autore. Se Bompiani diceva che un uomo che legge ne vale due e vede nella lettura, l’occasione per rivivere sentimenti antichi, passioni, evasioni oniriche, leggere diventa quindi una specie di assicurazione sulla vita, una anticipazione sull’eternità e l’amore per i classici diventano passi sconvolgenti di una vita interiore.

Umberto Eco sostiene che leggere allunga la vita perché attraverso il libro si rivivono sentimenti antichi e ci si accosta ai nuovi con animo elevato. Un anonimo dell’età ellenistica sostenne che la vera arte è la poesia, il sublime: l’eco di un grande animo…così l’ode di Saffo e anche il silenzio di Aiace nella Necuia omerica o il bibblico fiat lux diventano echi che superano il tempo, che coinvolgono l’anima, il cuore in particolari momenti.

Ma è possibile ancora la poesia nel nostro tempo? Montale avrebbe detto di no in quanto egli sosteneva che la poesia è l’universale e non può entrare nel reale per la velocità dei cambiamenti: è “ l’anello che non tiene” de I limoni . Ma chiedendo a poeti contemporanei di poca fama, quelli che scrivono solo per amore della poesia, per follia, per sentirsi liberi, urlare contro una società inerte, quelli che deliziano le pagine di face book, rispondono semplicemente la poesia è l’anima, la vita, si regge sola, eterna, la poesia come il romanzo e il racconto, invita noi maschere di un disilluso 2000, ancora a sognare, a cogliere l’essenziale invisibile agli occhi, con gli occhi del cuore.

Il libro, dunque, qualunque esso sia, è mezzo di riflessione, possibilità di capire l’arcano ma è anche liberazione, evasione dal disagio esistenziale. Potrebbe sembrare un ossimoro: la lettura che necessita di pensamenti solitari, crea infine la possibilità di abbattere l’individualismo, oscuro mostro del nostro tempo, per stabilire comunicabilità con gli altri, non più sentiti come estranei, ma legati a noi da un contenuto spirituale sicuramente innegabile.

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