EDICOLA SUD / PIU’ IMPRESE IN CAMPO – Il vento nuovo del Meridione. I dati di Unioncamere e Svimez

Istat e Banca d’Italia prima. Unioncamere e Svimez poi. Se il Pil meridionale è tuttora la metà di quello del Nord, è anche vero che il Sud sta crescendo di più.

E non è un paradosso. E’ che il divario è tale e tanto che variazioni percentuali dello 0,73 % (contro lo 0,63 della media nazionale) nell’incremento del numero delle aziende non riescono certo a risolvere i problemi, ma sono comunque un segnale di inversione di tendenza.

Ne parlano in particolare Il Mattino (il pezzo è di Francesco Pacifico, pagina 9) e Avvenire (a firma di Maurizio Carucci) in edicola giovedì 27 luglio.

E domani a Roma il centro studi di Svimez dovrebbe confermare il trend, ipotizzando per l’anno in corso, nel suo Rapporto Annuale, una crescita del Mezzogiorno dell’1% contro un + 0,8 nazionale. Il presidente dell’associazione, l’economista Adriano Giannola, parla di una azione di traino dell’agricoltura (+7,3%) che finalmente vede processi di agro-industrializzazione con le tecnologie “che colmano il gap di ricavi dovuto ai costi di filiere”. E aggiunge: “Nell’ultimo anno registriamo un boom degli investimenti diretti alle imprese privata pari al 40% che ha incrementato l’attività del settore del 20… Sono ripartite le opere pubbliche che hanno riattivato prima l’edilizia, poi a cascata tutta la filiera industriale…”.

Si può fare di più? Certo che sì. “Se davvero l’esecutivo spendesse nel Sud – aggiunge Giannola – quegli 8 miliardi legati alla flessibilità concessa dall’Europa, l’area vedrebbe il suo Pil aumentare dello 0,8%”. Ma occorre che cabina di regia e Masterplan impongano il superamento di ogni individualismo tra i diversi territori.

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