gianfranco amendolaDI SIMONA D’ALBORA

Il ddl  sugli ecoreati è giunto alla fine del suo lungo percorso, ma non senza qualche perplessità e soprattutto la preoccupazione che qualcosa ancora faccia saltare la votazione. In realtà nei mesi scorsi, le associazioni ambientaliste chiedevano che il ddl venisse al più presto approvato definitivamente dalla Camera “senza modificare neanche una virgola”. Un appello al quale avevano aderito numerosi senatori e deputati del Pd, Sel e M5S.

Ma, già da prima che la legge approdasse in parlamento, Gianfranco Amendola, magistrato ed esperto in normativa ambientale aveva individuato alcune criticità:

“Intendiamoci, ben venga dopo 20 anni di vuoto una legge che garantisca pene certe, – dichiara Amendola –  tuttavia esistono tre criticità che ho più volte sottolineato, anche prima che la legge approdasse in parlamento. Il Senato ha apposto una modifica all’articolo 452 bis che ora recita: “chiunque abusivamente cagiona un disastro ambientale”, quell’avverbio è fuorviante e pone di fronte a grossi problemi di interpretazione perché detta così è la mancanza di autorizzazione, che determina l’illiceità della gestione organizzata e costituisce l’essenza del traffico illecito di rifiuti. Accettare questo e punire solo chi cagiona abusivamente un disastro ambientale o un inquinamento rilevante, significherebbe accettare che possa essere lecito o, addirittura, autorizzato un disastro ambientale (con morti, devastazioni ecc.), purché non sia abusivo. Le dirò di  più per farle capire quanto sia pericolosa l’interpretazione della legge: Confindustria aveva chiesto di modificare la legge in modo che non ci fosse punizione se anche si commetteva reato con autorizzazione anche se autorizzazione illegittima. Resta da capire la motivazione di questa assurda modifica. Se la preoccupazione è che la nuova incriminazione possa comprendere anche chi ha svolto la sua attività avendo avuto un pezzo di carta che si chiama “autorizzazione”, bisogna, in primo luogo, affermare che, in un paese “normale” ciò non dovrebbe essere possibile: la pubblica amministrazione non può mai autorizzare una condotta suscettibile di portare ad un disastro ambientale ed alla morte delle persone. Insomma, sembra quasi che il vero scopo sia quello di creare scappatoie per gli inquinatori e non di tutelare la salute e l’ambiente. Con buona pace della Costituzione e dei dettami della U.E.”

Ma il ddl è stato rimandato in Senato per eliminare il divieto di air gun (una tecnica per estrarre petrolio dal mare) come mai non è stato chiesto di modificare o eliminare anche quell’avverbio?

“In realtà quando il testo è stato rimandato al Senato i  Verdi avevano chiesto di modificare quell’abusivamente, in fondo era stato rimandato indietro per un peggioramento della norma: togliere il divieto di air gun, a quel punto, in nome del “neanche una virgola”, la proposta dei Verdi sul disastro ambientale “abusivo” non è stato nemmeno perso in considerazione, mentre quella di sopprimere il divieto di air gun è stata approvata dalla Camera, con l’opposizione di Sel e Movimento 5 stelle ed il silenzio assordante dei tanti parlamentari Pd che avevano giurato “neanche una virgola”.

Passiamo alle altre criticità:

“Un altro punto critico della legge delitti ambientali dimostra grande benevolenza verso gli inquinatori. In caso di ipotesi colposa di disastro ambientale la pena massima prevista non supera i 5 anni di reclusione. Praticamente, meno di uno scippo o di un borseggio, la cui pena massima arriva a 6 anni! E, come se non fosse sufficiente, la nuova legge prevede un “ravvedimento operoso” talmente benevolo (la diminuzione di pena dalla metà a due terzi, che comprende anche l’associazione a delinquere) da costituire, oggettivamente, un incentivo a distruggere l’ambiente. Tanto, il responsabile è sempre in tempo a pentirsi e ad uscirne praticamente senza danni. L’ultima criticità riguarda le contravvenzioni già esistenti, se non sono gravi e la polizia giudiziaria le verifica, vi è un invito a mettersi in regola al più presto. Mi sembra un po’ troppo dal momento che un reato penale viene risolto attraverso la via amministrativa. Il ddl è frutto di troppi compromessi maturati in 20 anni e questi 20 anni di compromesso hanno tolto gran parte della novità a quella che doveva essere una legge fondamentale per combattere gli ecoreati. Sia chiaro. Come fatto di principio il ddl è importantissimo, si mette una parola fine ad anni di criminalità, ma ritengo indispensabile che vengano apportate le modifiche necessarie a rendere l’azione punitiva incisiva. La legge deve essere un serio deterrente a non commettere reati contro l’ambiente.”