Cultura, bene il piano del governo ma non si possono dimenticare i templi di Agrigento

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“La decisione del Governo d’investire 3,5 miliardi di euro in cultura e ricerca non può far altro che dare una boccata d’ossigeno allo sviluppo dell’Italia. Allo stesso tempo però alcune aree d’interesse nazionale non sono state contemplate nel provvedimento, come i monumenti del centro storico de L’Aquila, tappezzato di cantieri che non sembrano avere mai fine, e la Valle dei Templi di Agrigento, nella quale alcune aree versano in stato di totale degrado”. Così il sociologo Saro Trovato, fondatore di Libreriamo, la più grande community italiana dedicata agli amanti della cultura, esprime il proprio parere sugli investimenti stanziati dal CIPE.

“Ogni singolo monumento e ogni singola opera d’arte meritano la stessa attenzione da parte del Governo e del Ministero per i Beni Culturali – spiega il sociologo Trovato – Il nostro patrimonio culturale rappresenta infatti un vero tesoro che attrae ogni anno milioni di turisti da tutto il mondo. Sarebbe sufficiente investire con maggiore oculatezza i fondi messi a disposizione per valorizzare al meglio la ricchezza del nostro territorio. A beneficiare del piano saranno infatti grandi interventi già in corso a Pompei, a Ercolano, alla Cittadella di Alessandria, alla Reggia di Caserta e agli Uffizi di Firenze. Ma come è possibile che a 7 anni dal terremoto in Abruzzo monumenti come la Basilica di Collemaggio, uno dei simboli dell’Aquila, la Chiesa delle Anime Sante, la Fontana Luminosa e la Chiesa-Teatro di San Filippo siano ancora inagibili? E che dire della Valle dei Templi, dove il degrado e la noncuranza la fanno da padrone?”

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