Coronavirus: è guerra. Siamo tutti in pericolo di vita

Non cedete al facile ottimismo. Una morte che avanza subdola, silenziosa tra le vie vuote delle città come se fosse una maledizione che incombe dall’alto
 
di Biagio Maimone

 
Bisogna essere bugiardi per affermare che il Coronavirus sta per raggiungere il picco e poi, come se nulla fosse, il contagio svanisce, sicché tutti possiamo nuovamente riversarci per le strade. 
Certamente l’ottimismo aiuta a vivere meglio  e bisogna sicuramente essere forti per affrontare questa drammatica situazione, ma il problema è più grave di quanto si possa immaginare. 
Sento il dovere di affermare che siamo tutti in serio pericolo di vita ed il problema è che nessuno vuole rendersene conto. 
Il Covid-19 non perdona e l’uomo rimane inerme di fronte al dilagare del virus: molti muoiono, ogni giorno, per asfissia, uccisi senza pietà da questo virus. 
Medici e operatori sanitari si impegnano a scapito della loro vita, ma nessuno riesce a fermare la morte. 
Una morte che avanza subdola, silenziosa tra le vie vuote delle città come se fosse una maledizione che incombe dall’alto.
C’è chi teme che la popolazione mondiale possa essere dimezzata.
O si trova subito una soluzione o la morte dilagherà ovunque, senza sosta. 
Per frenarla, oltre a stare a casa, serve che la scienza si impegni con maggior celerità. 
Gli scienziati e solo gli scienziati, con l’ausilio delle forze governative, possono salvare l’umanità che rischia di essere sterminata da un’epidemia indefinibile ed inaspettata, che si afferma alla stregua di un evento apocalittico.

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