Conto corrente business: dalle funzionalità ai costi, tutto quello che devi sapere

Un conto corrente business non necessariamente si rivolge a grandi aziende: vi sono realtà anche più contenute che possono avere bisogno di aprire un conto bancario, come ad esempio le società di persone, le ditte individuali e persino i liberi professionisti con Partita Iva. A seconda delle singole necessità, ci possono essere più o meno funzionalità accessorie ed è bene conoscerle tutte al fine di scegliere il profilo che maggiormente si adatta alle proprie esigenze.

Vi sono portali che mettono a confronto i vari conti correnti, come il sito Conticorrentiaziendali.it che propone una panoramica completa  circa i migliori conti business per i vari tipi di azienda e diversi approfondimenti dettagliati, al fine di indirizzare l’utente verso la soluzione più adatta alle proprie esigenze. Di certo, vi sono sia punti in comune che differenze tra uno e l’altro.

Un conto corrente business, di base, deve essere facilmente fruibile dal titolare (o dai titolari) rendendo le operazioni fluide e veloci. Per questo, oramai quasi tutti consentono di connettersi online al sito della banca, dal quale si possono effettuare bonifici, domiciliare spese ricorrenti, pagare modelli F24 e tenere d’occhio il proprio estratto conto. Non solo, ma a rendere ancora più smart questi conti ci sono anche le app per smartphone, che danno la possibilità all’utente di fare qualsiasi operazione anche dal proprio cellulare ovunque si trovi.

Costi di apertura e canone mensile

I costi di apertura e mantenimento di un conto sono una discriminante fondamentale per la ditta individuale così come per l’azienda di grandi dimensioni. Ormai la maggior parte dei conti correnti business prevede zero spese di apertura, mentre le cose cambiano nel caso del canone mensile: se è vero che i profili base si offrono a zero euro, quelli con più optional possono presentare costi tra i 10 e i 99 euro in media.

Ad esempio, il conto business N26 offre, con un canone di 9,99 euro mensili, una carta ricaricabile con IBAN, mentre Qonto prevede ben tre diversi profili: a differenziare la spesa, che oscilla tra i 9 e i 99 euro, è principalmente il numero di utenti che può operare sul conto; poi vi sono anche differenti limiti per i bonifici e carte di debito incluse. Ovviamente, un libero professionista può contenere le spese usufruendo di servizi meno complessi, ma una realtà più grande potrebbe aver bisogno proprio di un limite massimo di bonifici effettuabili più alto, magari per pagare un gran numero di dipendenti. In alcuni casi, è anche presente un’imposta di bollo da corrispondere qualora la giacenza superi un determinato limite.

Carte di debito e di credito

Una carta di credito può essere utile in qualsiasi azienda ma, più spesso, si impiegano carte di debito per effettuare tutte le principali operazioni da sportello, prelievi e versamenti inclusi. Per convogliare in un’unica carta tutte le funzioni necessarie, alcuni conti correnti forniscono carte di debito che possono essere anche utilizzate online come carte di credito: è il caso di Bunq Business e l’unico limite è quello di dover sempre mantenere il conto in attivo per poter utilizzare la sua Mastercard.

Quando si sceglie di aprire un conto, inoltre, vanno presi in considerazione tutti i movimenti che si prevede di effettuare in un mese e non solo per i costi di mantenimento, ma anche per avere la possibilità di usare o meno all’estero la propria carta. Alcune, infatti, non sono abilitate in altri Paesi e se i viaggi al di fuori dei confini nazionali sono una costante, è meglio valutare un conto che preveda carte di credito o di debito adeguate.

Infine, occorre tenere d’occhio i limiti di spesa, di ricarica e anche l’opportunità di avere carte aggiuntive o persino virtuali.

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