Commercio estero, tira il fiato l’export sui mercati extra-Ue

Continua la crescita dell’export italiano nei mercati Extra-UE, anche se a ritmi più contenuti (+0,8%, rispetto a settembre, nei dati destagionalizzati, con un valore pari a 15,2 miliardi di euro).
Ad ottobre il saldo commerciale raggiunge il valore più elevato dallo scorso maggio, nei dati destagionalizzati (circa 1,9 miliardi di euro). Nel periodo gennaio-ottobre 2013, è netta l’inversione di tendenza, con un attivo che supera i 14 miliardi di euro, a fronte di un deficit di tre miliardi registrato nello stesso periodo 2012.
Nello stesso periodo, il saldo extra-energetico sfiora il tetto dei 60 miliardi di euro, grazie soprattutto al contributo dei beni strumentali (pari al  65%). In termini di incremento, i beni di consumo – durevoli (+10,2%) e non durevoli (+7,7%) – registrano i tassi di crescita più elevati.
“Quel po’ di crescita dell’economia italiana è tutta dovuta alle esportazioni nette che si realizzano sui mercati extra-UE, tant’è vero che gran parte dell’avanzo si realizza su mercati di prossimità o comunque tradizionali – come Svizzera, Turchia, Stati Uniti e Giappone – che da soli fanno oltre il 45% dell’attivo extra-energetico. – sottolinea Gaetano Fausto Esposito, Segretario Generale di Assocamerestero, commentando i dati Istat sul commercio estero diffusi oggi. – Le performance nei Paesi di quest’Area dimostrano come il Made in Italy riesca ad essere competitivo, nonostante il forte rafforzamento dell’euro negli ultimi mesi. Competitivo soprattutto quando si tratta di prodotti, come i beni strumentali, che alimentano il processo di investimento da parte degli altri Paesi”.

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