Molto spesso quando si nomina Carlo Giuliani, si parla senza conoscere la verità dei fatti. Eppure esistono degli elementi giudiziari e delle prove molto precise che riguardano la sua morte. L’errore che si compie è quello di guardare una sola foto e di tirare le somme. Ma con una sola immagine è impossibile ricostruire un intero fatto storico. La foto che viene più spesso utilizzata per discriminare Carlo è la seguente:

Questa foto può facilmente trarre in inganno. Quello che viene raccontato in merito è che: “Carlo Giuliani prende l’estintore, si avvicina al carabiniere per colpirlo, quindi il carabiniere per difendersi, prende la pistola e spara”. Questa storia può essere facilmente smentita dalla reale sequenza di immagini. Partiamo dalla prima immagine che abbiamo a disposizione e che riporto qui di seguito:
Osservando la foto qui sopra, si nota che il carabiniere dentro la camionetta ha già preso in mano la pistola e la punta contro il ragazzo disarmato con il casco e la maglietta grigia. Carlo è quello in cannottiera ed è lì a pochi passi di distanza.
Nell’immagine sopra riportata, scattata pochi secondi dopo quella precedente, si vedono tre eventi chiari: 1) Il poliziotto dentro la camionetta ha ancora la pistola puntata contro il ragazzo. 2) Il ragazzo con la maglietta grigia se ne è accorto e infatti tenta di scappare. 3) Anche Carlo si è accorto della pistola e solo ADESSO raccoglie da terra l’estintore.
Quest’ultima immagine, è esattamente la stessa della prima che ho inserito! L’unica variante è la prospettiva. La prima foto infatti è stata scattata da dietro e quindi sembrava che Carlo fosse a pochi centimetri dal carabiniere. Invece grazie a quest’altra prospettiva, stavolta laterale, possiamo vedere che in realtà tra la camionetta e Giuliani ci sono svariati metri di distanza. RIASSUMENDO: 1) PRIMA il carabiniere prende l’arma e la punta contro i manifestanti e solo DOPO Carlo prende l’estintore. Ciò significa che l’atto del carabiniere NON PUO’ ESSERE CONSIDERATO LEGITTIMA DIFESA. 2) Carlo non era a pochi centimetri dalla camionetta ma a diversi metri di distanza, dunque non costituiva alcun pericolo per la vita del carabiniere.

Un’altra considerazione che vorrei far notare è che da quest’ultima foto, vista in ogni prospettiva, non sembra affatto che l’intenzione di Carlo fosse quella di lanciare l’estintore. L’estintore è un oggetto molto pesante e Giuliani non aveva nemmeno un fisico ben piazzato. Per lanciarlo da tutti quei metri di distanza, è logico pensare che Carlo avrebbe dovuto caricare il tiro, ciò significa che avrebbe dovuto portare le braccia più indietro, fino ad avere l’estintore dietro la testa, pronto al lancio. Invece, come si nota, l’oggetto è portato solo fino all’altezza della testa, il che fa pensare che l’intento di Carlo fosse stato quello di usare l’estintore solo come scudo dal proiettile.