caldoro

di SIMONA D’ALBORA

“Non v’è alcun presidente di Regione più bravo di me” con queste parole il governatore della Campania, Stefano Caldoro,  esordisce al Forum organizzato dal Corriere del Mezzogiorno, portando a sostegno dati che rendono la regione Campania, quella che meglio ha saputo rispondere alla crisi.

Nessun accenno alla seconda candidatura: “Gli elettori mi hanno chiesto di governare non di fare il leader politico, ed è per questo che sento il dovere di rendicontare ciò che ho fatto in questi anni”

E a chi cerca di muovere accuse circa l’utilizzo dei fondi europei a pioggia il governatore risponde che non è così, ma che anzi l’Unione Europea rimprovera  un eccesso di concentrazione della spesa, a fronte di regioni, come la Puglia,  ad esempio, che ha parcellizzato di venti trenta volte la spesa rispetto alla Campania, così come sottolinea di aver cambiato radicalmente la dinamica della spesa dei fondi pubblici, riducendo della metà  quelli destinati alla comunicazione, insomma la Regione non darebbe i soldi a pioggia, ma alle società sportive verranno date solo dopo presentazione di un progetto per la promozione dei prodotti della Terra dei Fuochi. E anche su bonifiche e screening della popolazione, il governatore ricorda di essere partito molto tempo prima.  E poi trasporti, dove Caldoro sostiene di essere partito dallo sfascio totale e di essere arrivato ai bilanci in attivo sul trasporto sul ferro nel 2013 e nel 2014, e la sanità, dove la sanità sarebbe passata dal disavanzo di 853 milioni del 2009 a un avanzo con il consuntivo 2014 di 80 milioni di euro che saranno investiti in 1000 assunzioni e nella rete ospedaliera. Insomma Caldoro dipinge una regione che da disastrata è divenuta virtuosa, definendosi il primo della classe e bacchettando gli avversari:  “non capisco perché rinneghino la loro storia passata:  – dichiara al Corriere – Cozzolino ha fatto parte di quell’amministrazione regionale che, a conti fatti, è stata la peggiore della storia della Regione Campania. Nemmeno De Luca si può tirar fuori, giacché i suoi rapporti con Bassolino , all’epoca, erano tutt’altro che distante sul piano della responsabilità politica. Infine Migliore,  che è stato l’architrave nel consiglio comunale di Napoli su cui si è sorretta l’esperienza amministrativa di Rosetta Iervolino. Beninteso, nulla di personale. Iervolino è persona rispettabilissima. Io non faccio mai riferimento ai singoli ma alla classe dirigente di un periodo. E purtroppo l’amministrazione Iervolino ancora oggi non è ricordata per efficienza e per meriti particolari”

Ma mentre Caldoro si promuove a pieni voti e attacca gli uomini delle precedenti amministrazioni impegnati nelle primarie per la scelta del candidato del Pd, dal centrosinistra si insinua un solo dubbio circa l’eventualità che Caldoro sia il candidato del centrodestra:

“Tutti i presidenti uscenti di Regione hanno da tempo annunciato cosa faranno alle prossime elezioni di primavera. Tutti, tranne uno: Stefano Caldoro.  – dichiara Massimo Paolucci – Perché il presidente uscente della Regione Campania, Stefano Caldoro, non annuncia ufficialmente la sua ricandidatura?

Ci sono motivi segreti? Ricatti? Pressioni esterne? Non ha il sostegno del suo partito locale? Se, come dichiara, la sua azione di governo è stata un susseguirsi di ‘grandi successi’ perché tentenna? Così facendo, Caldoro, non fa altro che alimentare le ‘voci’ che si rincorrono in città, a Napoli, sulla sua presunta volontà di ‘fuggire’ dalla Campania.

Più passano i giorni, più si avvicina la scadenza elettorale, più il silenzio è divenuto assordante. Caldoro sfugge, preferisce parlare d’altro. Descrive una Campania che esiste solo nei suoi sogni. Entra (a che titolo?) nelle vicende del Partito Democratico, che vive un travaglio complicato, non senza limiti e difficoltà, ma la discussione sulle candidature e sul metodo la sta facendo alla luce del sole, senza ipocrisie. Del Partito Democratico conosciamo tutto: chi sono i suoi gruppi dirigenti, come decidono, quanti sono i suoi iscritti. Invece di occuparsi del Pd, Caldoro faccia un’operazione verità e trasparenza sul suo partito, su Forza Italia. Chi comanda davvero in Forza Italia Campania? Com’è regolata la vita interna? Quanti sono gli iscritti? Da chi sono composti i gruppi dirigenti? E soprattutto, dove, come e quando in Forza Italia si deciderà della candidatura alla presidenza della Regione Campania?”
“Stefano Caldoro dovrebbe innanzitutto giustificare e rendere conto della situazione disastrosa della  Campania anziché formulare giudizi su altri. – dichiara Andrea Cozzolino –
Dopo 5 anni di governo la condizione della Campania è senza precede ti. Su tre temi direttamente legati alla regione come Sanità, Trasporti e spesa dei ‪ fondi europei  il fallimento è totale.
Altro che primi della classe.
Del resto se ancora Caldoro non è sicuro di essere il candidato del centrodestra alle prossime regionali un motivo ci sarà.”

“Avete mai sentito uno dire di se stesso che è il più bravo di tutti? Davvero imbarazzante- conclude Antonio Bassolino –  Se fosse vero soltanto un terzo di quello che Caldoro dice di aver fatto si sarebbe già ricandidato . Invece non si è mossa una foglia ed è per questo che teme il giudizio dei cittadini”