Calabria, la storia dell’orologiaio che fa i miracoli

Di Patrizia Canino

Tra i suoi propositi: donare un “suo” orologio al giudice Nicola Gratteri. Donatello Stabile ha donato un orologio a papa Bergoglio e ne ha uno pronto per il presidente Napolitano. Ama gli orologi, fin da bambino. E’ da sempre affascinato da quelle piccole scatole piene di rotelle che, con il loro ticchettio, cadenzano ritmicamente lo scorrere del tempo.

Donatello Stabile nel suo laboratorio

Da piccolo smontava le sveglie, perché incuriosito dal funzionamento di ogni singolo ingranaggio, e una volta adulto, Donatello Stabile -classe 1978, orologiaio per vocazione – non avrebbe mai immaginato che quella sua curiosità, si sarebbe tramutata in una vera professione. Facendolo diventare, poco più che trentenne, uno fra i più apprezzati orologiai calabresi conosciuto in tutta Italia.
Nato a Lauropoli – piccolo paesino del cosentino – Donatello, una volta terminati gli studi presso la prestigiosa Scuola ‘Elis’ a Roma, si specializza in Svizzera, frequentando alcune delle più famose aziende di orologi. E tre anni fa comincia a costruire e progettare orologi: “Nel 1999 sono entrato nel famoso centro ‘Elis’ di Roma. Scuola professionale, una vera ‘università del lavoro’ (la sua sigla: educazione, lavoro, istruzione e sport) voluta e promossa da Josèmaria Escrivà, fondatore dell’Opus Dei -inaugurata nel 1965- che dall’inizio ha avuto come obiettivo quello di formare giovani professionisti provenienti da tutto il Paese. E da qui mi sono avvicinato al mondo degli orologi”.
Da subito si distingue per le sue particolari doti nel corso di ‘orologiaio riparatore’; ottiene ottimi risultati fino al conseguimento, con il massimo dei voti, del diploma di ‘micro meccanica’. Spiega: “Con il voto di cento centesimi in tutte le materie mi sono classificato tra i primi allievi che frequentavamo la scuola.

Particolare dell’orologio che Donatello Stabile donerà al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Terminata la scuola nel 2001, vinco una borsa di studio quale migliore allievo nel Lazio che mi consente di andare in Svizzera dove entro alla ‘Eta’, azienda leader del settore, e presso la quale frequento un corso di formazione tecnica sui suoi nuovi prodotti. Una volta terminati gli studi e con un bagaglio di nuove esperienze lavorative, decido tornare in Calabria, nella mia Lauropoli, ed aprire un  centro di riparazione, poiché, oltre al diploma di riparatore ho appreso anche le tecniche di personalizzazione e realizzazione dei movimenti meccanici”.
Così rientra in Calabria (a chi gli domanda perché, risponde “perchè la mia terra merita di avere il meglio”) – e comincia a lavorare a Cassano. Ma la sua voglia di apprendere e migliorare, lo porta nuovamente a guardare oltre i confini italiani, senza però essere punzecchiato dalla voglia di andare via e fa richiesta di poter seguire un corso a Le Brassus, sede centrale del noto marchio Audemars Piguet, altro colosso del mondo della meccanica e degli orologi di prestigio. Ci dice: “Dopo un pre-corso a Milano di 3 giorni, sono stato ammesso al corso in Svizzera che ho continuato a seguire dal 2009 al 2013 al termine del quale mi è stato attribuito -perché specializzato nella chronografia complicata- il riconoscimento di ‘Centro Assistenza Audemars Piguet’ per il Centro-Sud”.
Durante i lunghi anni di studio, sacrifici e continui spostamenti tra Calabria e Svizzera, Donatello trova il tempo per mettere su famiglia con la sua fidanza di sempre, Marianna, con la quale ha due figli, di cinque e tre anni.

Al magistrato Nicola Gretteri, Donatello Stabile vorrebbe donare un suo oroglogio, Ne ha già donato uno a papa Bergoglio e ne ha pronto un altro per il presidente Napolitano.

Oltreché costruire e trovare nuove soluzioni per far tornare ‘in vita’ vecchi orologi di cui difficilmente si trovano i pezzi di ricambio. Lo si potrebbe definire il “medico degli orologi e del tempo”.
Infatti, una delle sue peculiarità, che gli consente di essere uno tra i riparatori più richiesti anche all’estero –ha rifiutato allettanti proposte di lavoro per restare nella sua terra natia- sta proprio nel fatto di riuscire a ricostruire e apportare modifiche ad orologi fuori produzione o per i quali è difficile reperire i pezzi mancanti. Dice: “La mia passione è progettare modifiche. Brevettare un qualcosa che porti delle migliorie ai movimenti e ingranaggi meccanici. E’ questo ciò che mi appassiona maggiormente del mio lavoro. Ho iniziato tre anni fa a costruire orologi. Devo tutto ai miei studi presso il centro Elis e alla mia esperienza in Svizzera. Ho cominciato dalle basi curando i ponti, le viti, e i movimenti, e solo dopo ‘scheletrare’ gli orologi. Per costruire uno di questi magnifici oggetti, una di queste magiche scatole del tempo, è necessario studiare e conoscere ogni singolo pezzo. Servono grande esperienza, preparazione e sacrificio. Io non ho orari. Mi piace alzarmi la mattina presto,anche alle cinque, e scendere dopo un po’ in laboratorio a lavorare, e non avere nessuno che mi dica cosa devo fare e quanto tempo devo impiegare. Questo lavoro, per quanto possa suonare strano, non ha un tempo stabilito. Termina quando è tutto perfetto e funzionante”.
Ora Donatello, dopo papa Bergoglio, sta terminando un orologio che a breve consegnerà al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ma ha già in mente a chi dedicare le sue prossime creazioni e, dulcis in fundo, è anche alle prese con la stesura di un libro.

Particolare dell’orologio che Donatello Stabile donerà al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

“E’ un orologio in smalto, riportante i tre colori della nostra bandiera, ed è anch’esso scheletrato. Per tema avrà la Shoah”, confida Stabile. E ancora:  “Così anche nei corridoi del Quirinale, il tempo verrà scandito da un orologio tutto made in Calabria. L’idea di costruire un orologio da tasca per papa Bergoglio, l’ho avuta perché lo ritengo un uomo di grande carisma e poi perché sono molto devoto. Ho impiegato cinque mesi per la realizzazione di questo pezzo unico e vado fiero del risultato finale. Quando ho avuto l’opportunità di incontrarlo, anche se per pochi minuti, ho provato una grandissima emozione. In futuro, mi piacerebbe donare uno dei miei orologi al giudice Nicola Gratteri, figura che ritengo degna di grande rispetto. Ed al presidente degli Stati Uniti d’America che, nei prossimi mesi, sarà in visita dal Papa e magari in quell’occasione, mi piacerebbe omaggiarlo con un oggetto interamente costruito nella nostra Calabria. Ho già una mezza idea su come realizzarlo”. Come? “Molto probabilmente sulla cassa inciderò l’aquila, simbolo degli Usa, che è anche il simbolo della Casa Bianca. ‘Il vero orologiaio riparatore’, è il titolo del libro che sto scrivendo. Descrivo meticolosamente come si effettua una revisione meccanica, una ricostruzione, e i miei 20 brevetti. Perché inventare è il mio mestiere”.

Fonte:  Calabria On Web

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