Calabria in profondo rosso, l’allarme della Banca d’Italia

Calabria in profondo rosso, l’allarme della Banca d’Italia

“Piu’ ombre che luci per la nostra regione dai dati del rapporto della Banca d’Italia (e di tutti gli studi delle piu’ note agenzie di rating) circa la situazione dell’Economia nel Mezzogiorno. La Calabria risulta col Pil prossimo allo zero e tutti gli indicatori di settore sono inferiori alla media nazionale. Ad un solo lieve miglioramento nel comparto turistico, fa riscontro l’ennesima pesante caduta del traffico navale su Gioia Tauro e la perdurante difficolta’ dei collegamenti aerei, stradali e ferroviari”. Lo afferma il consigliere regionale Franco Sergio, presidente della Prima Commissione “Affari istituzionali, affari generali e normativa elettorale”.

“Sergio – riporta una nota – legge ‘con preoccupazione’ i dati emersi anche e soprattutto a paragone di altre realta’ del Sud ben piu’ dinamiche e innovative ponendo alla Giunta regionale, ai parlamentari nazionali ed ai dirigenti di sindacati ed associazioni imprenditoriali, sollecitazioni a studiare i fenomeni e ad progettare interventi mirati e concreti (e senza libri dei sogni?) facendo in modo che l’enorme quantita’ di risorse disponibili (Pon, Por, Psr, Patto per la Calabria), venga utilizzata prima per risolvere i gap infrastrutturali di viabilita’ e trasporti di cui soffriamo (statale 106, statale 18, dorsali ferroviarie ioniche e tirreniche, sistema portuale ed aeroportuale), per consentire di aprire ai mercati del Nord e della zona euro-mediterranea e per permettere poi al nostro sistema produttivo di modernizzarsi e competere in un panorama che diventa sempre piu’ globale”. “Bisogna puntare – sostiene Sergio – sui pochi punti di forza emersi: agricoltura e turismo, ricerca ed innovazione per far proseguire il trend positivo della nascita di start up specie nei servizi. Approfittando dell’entrata in servizio della ‘banda larga’, anche, forse soprattutto, per abbattere i tragici dati sulla disoccupazione doppia rispetto al dato nazionale, ben il 22,9%, con quella giovanile che giunge addirittura quasi al 60%. Per vincere la sfiducia e profonda demotivazione dei nostri giovani che hanno ripreso la via dell’emigrazione; per alleviare il peso che grava sulle loro famiglie; per puntare davvero al futuro, va valorizzato il ‘genio calabrese’. Spetta anche alla politica ed alle istituzioni, sostenere ed agevolare, per quanto compete loro, scuola, universita’ e sistema imprenditoriale e produttivo, nello sforzo di creare nel nostro territorio le condizioni per uno sviluppo che incrementi le possibilita’ di lavoro e di fare impresa”.

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