Btp futura, un piacere ai ricchi

BTP Futura? Investitori, Stato e futuro: tutti perdono. A metterlo in evidenza è la piattaforma di investimenti Ener2Crowd.com secondo la quale il debito viene distribuito su tutti mentre le ricchezze solo verso chi è in grado di investire in un prodotto che comunque assomiglia più ad una lotteria.

Un’analisi dei dati delle aste dei primi 2 giorni realizzata dal GreenVestingForum —il forum della finanza alternativa green promosso da Ener2Crowd— mette in evidenza come a ricorrere ai Bpt Futura non siano i piccoli risparmiatori come si vuole far pensare e vero è infatti che sono stati ricevuti circa 112 mila ordini per un totale di 4,08 miliardi di euro, con una taglia media di ordine pari a circa 36.300 euro.

«In un Paese dove lo stipendio medio netto mensile dei 18 milioni di lavoratori dipendenti —il 57% della forza lavoro impiegata in Italia— è pari a 1.600 euro ricondotti su 12 mensilità, ci vorrebbero circa 114 mesi, quasi 10 anni, per disporre di una tale cifra» osservano gli analisti di Ener2Crowd.

Si tratta dunque di un pericoloso allargamento del divario tra ricchi e poveri ed a questi ultimi toccherà sobbarcarsi il peso dei 732 milioni di euro di interessi che dovranno essere pagati agli investitori, a fronte dei 91 milioni di euro che verranno versati come tasse sull’investimento: il 12,5% agevolato sul totale obiettivo di 5,7 miliardi di euro.

Certo i Btp Futura prevedono un meccanismo di «premio fedeltà», ma è indicizzato al pil e non all’andamento dell’inflazione: una vera e propria «lotteria Italia» insomma.

Ma il meccanismo è ancora più pericoloso se lo si legge nell’ottica del suo possibile rendimento e della «trappola di liquidità» che esso rappresenta: il GreenVestingForum evidenzia come il tasso di rendimento medio nei 10 anni del Btp Futura è pari a circa l’1,29%.

Tuttavia, l’inflazione si attesta oggi a livelli bassissimi, 0,6% nel 2019 e 0,1% nel 2020, ma nell’ultimo decennio è stata pari all’1,5% ed in quello precedente al 2%. E l’obiettivo dichiarato dell’Unione Europea in quanto a crescita dei prezzi nell’area Euro è proprio del +2%. I Btp Futura in concreto non proteggono gli investitori nemmeno dall’inflazione «obiettivo» e rischiano di vincolare capitali per alimentare l’economia in altri modi per 10 anni.

«Una situazione del genere porterà ad un contraccolpo nella fiducia dei risparmiatori e degli investitori negli strumenti per la finanza di Stato e della finanza in generale, producendo il definito blocco della liquidità» sostengono gli esperti di Ener2Crowd.

«Ma è soprattutto importante segnalare cosa sarebbe potuto succedere se questi capitali fossero stati direttamente immessi nell’economia reale, in particolare nell’ambito della green economy —dichiarata dal 97% dei cittadini dell’Unione Europea come l’unico fulcro possibile per la ripartenza (indagine «A Bird’s Eye View»)— e per la sopravvivenza della nostra specie aggiungiamo noi di Ener2Crowd» evidenzia Giorgio Mottironi, cso e co-fondatore della piattaforma.

«La stessa cifra di 5,7 miliardi di euro del totale obiettivo —reinvestita nei 10 anni tramite gli strumenti di finanza alternativa come quelli di Ener2Crowd direttamente su progetti green ad alto impatto sociale ed ambientale— avrebbe potuto produrre 2,3 miliardi di euro di rendimenti per gli investitori ed un gettito di 600 milioni di euro per le casse dello Stato. Senza considerare ovviamente le tasse pagate da chi i progetti li realizza e ne condivide i benefici, almeno altrettanti» puntualizza Niccolò Sovico, ceo, ideatore e co-fondatore di Ener2Crowdscelto da Forbes come uno dei 30 talenti globali under-30 di quest’anno, sottolineando il suo ruolo di ispiratore e modello di nuovi talenti ed idee per il futuro dell’Italia.

La differenza sarebbe stata sostanziale anche nell’accesso all’opportunità: l’«energy crowdfunding» —o GreenVesting— permette a tutti di aderire a partire da piccole quote, anche con soli 200 euro, i quali —impegnati mensilmente come in un piano di accumulo— possono dare davvero un nuovo significato al risparmio degli italiani: più ricchezza e più felicità per chiunque creda nella possibilità di costruire un futuro sostenibile.

E, poi ancora, le teorie economiche contemporanee concordano tutte su un paio di concetti: il primo —di einsteniana memoria— afferma che è impossibile risolvere il problema con la stessa mentalità e metodi con cui lo si è creato; il secondo —più contemporaneo e legato alle grandi disuguaglianze prodotte da questo modello economico— afferma che per la ricchezza privata passare da 10 ad 11 mila euro «lavoro» mentre passare da 100 a 110 milioni di euro è «inevitabile».

«Ed è in questi 2 esatti solchi che va a collocarsi l’attuale politica di finanziamento dello Stato italiano tramite i Btp Futura: l’aumento delle disuguaglianze. Un ulteriore rischio in termini di “trappola della liquidità”, ancor più grave se si pensa che questo strumento è stato pensato per essere collocato solamente per investitori “retail”» conclude Giorgio Mottironi, cso e co-fondatore di Ener2Crowd.

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