Bossi: “Aiutiamo i meridionali a casa loro, altrimenti debordano al Nord…”

Se il governo non cade nell’anno che verrà, Matteo Salvini punta all’assedio. I passaggi non sono però così scontati: dovrebbe andare a segno con una serie di obiettivi, a cominciare dalla vittoria elettorale in Calabria e in Emilia Romagna il 26 gennaio. Ma se ciò non accadesse? La Lega Salvini premier che sabato ha di fatto archiviato la Lega perl’Indipendenza della Padania ha bisogno di tempo per consolidare e mettere radici al Sud. Ma per fare questo deve passare per le forche caudine calabre: e non sarà una passeggiata dopo la rottura dentro Forza Italia con la candidatura di Jole Santelli e il veto posto dal leader leghista al sindaco azzurro di Cosenza Mario Occhiuto. Se il governatore Dem uscente Oliverio dovesse rinunciare a candidarsi (ieri girava con insistenza questa ipotesi) e sostenere con le sue truppe il candidato voluto dal Pd, Pippo Callipo, non sarà facile per il centrodestra vincere. In una intervista, Salvini dice che il congresso della Lega «è stato un passaggio doveroso. Nn si cancella nulla del passato. Ma si guarda al futuro. Si va avanti». Ma c’era anche una questione pratica, quella legata ai 49 milioni. c’era una questione pratica perché la Lega è l’unico partito europeo sotto sequestro per iniziativa della magistratura». Si vanta del record? «C’è stato un solo precedente dal dopoguerra a oggi». Mi pare di ricordare in Turchia. «Si, in Turchia. Un partito bloccato e sotto sequestro. Non mi sembra che deponga a favore della democrazia italiana». L’abbraccio con Bossi? «Io gli porto eterna riconoscenza perché lui ci ha svegliati. Se poi lui ritiene che la Lega debba occuparsi solo di un pezzo di Paese, beh, questa non è la mia idea…». Bossi aveva detto che i meridionali vanno aiutati a casa loro altrimenti straripano… Uno strappo? «No, lui c’era. E si è espresso a favore. Il nuovo statuto è stato approvato all’ unanimità. E a me va bene cosa».

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