Il bianco e il nero visto con gli occhi di un poeta

poesia bianco e neroB S Aliberti Borromeo

Una vita semplice, solitaria, isolata, forse un progetto, un modo di essere: questo è Vittorio Tatti; un mondo semplice, schietto, un modo di indagare ad ampio spettro su una realtà interiore enfatizzata da chi, come lui indaga sui perché dell’essere, della vita, della bellezza, della virtù e dell’amore. L’assenza e la presenza dei colori della natura  che si confutano tra il bianco e il nero lo portano a descrivere nelle sue poesie la freschezza del mare in contrasto con il cielo limpido della riviera ligure in primavera : la potenza della natura davanti alla pochezza consapevole dell’uomo posto solo all’ascolto dell’immensità; l’umanità di chi come lui si commuove davanti ad un animale bistrattato, alla semplicità dei gesti, alla superficialità del genere umano sempre in cerca di vanagloria e mai coi piedi per terra. La sua poetica è un’indagine umana ed emotiva: una voglia di dare il giusto  nome alle cose senza indagare sull’essere e il divenire, come se il poeta volesse affermare ed aspettare inferno o paradiso per una giusta collocazione …. Come dire ecco la verità, ora pensaci tu!

Le sue poesie, i suoi racconti, regalano al lettore quell’effetto mistico che permette di enfatizzare dimensioni nuove ma pur sempre tangibili alle sensazioni e ai sentimenti umani. Autore pieno di autoironia, di forte personalità trasmette al lettore sensazioni ed emozioni notevoli, mettendo in luce gli aspetti positivi e negativi di una società in continuo divenire, confusa, in cerca di mete predestinate e mai trovate dove solo l’uomo, fautore del proprio destino e, mai vittima di un progetto economicamente pianificato, attende con umile speranza, se così la si può intendere in quanto Tatti è ateo, o per lo meno agnostico, la risoluzione e la risposta alla verità unica e sola.

Per Tatti niente mezze misure, bianco o nero, alto o basso, grande o piccolo…. Verità nascoste o palesi, emozioni forti o blande coinvolgono il lettore trasportandolo in una dimensione eterea, evanescente quasi sublime; una figura, quella di Tatti che presto andrà a completare la letteratura contemporanea sia per la schiettezza dei versi che per la sublimazione delle emozioni trasmesse

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